«Yossl Rakover si rivolge a Dio», il racconto di Zvi Kolitz emoziona Palazzo Beltrani

Un   testo aspro e crudo, il racconto commovente e straziante di uno degli ultimi combattenti resistenti del Ghetto di Varsavia: «Yossl Rakover si rivolge a Dio» di Kolitz Zvi, è il monologo interpretato dall’artista Cosimo Damiano Damato scandita dalle canzoni dal vivo eseguite dal cantautore Pierdavide Carone, accompagnato da Giuseppe Bassi al contrabbasso, portato in scena nel giorno della memoria a Palazzo delle Arti Beltrani.

pubblicità

Un pubblico accolto ha “abbracciato” con emozione le ultime parole di un’intensa lettera che il protagonista, Yossl Rakover, rivolge a Dio manifestando ogni suo tormento, pensiero, raccontando della propria vita, delle tragedie personali e familiari che l’antisemitismo e la guerra del ‘43 hanno portato via senza esitare: la fede e la speranza diventano le armi per convivere con la paura nel ghetto asserragliato di Varsavia, che a breve sarebbe stato distrutto dai nazisti.

Yossl Rakover, testimonia il dolore degli innocenti, riflettendo su sé stesso, arrivando addirittura a provare invidia per le bestie, perché ritiene che la loro condizione sia migliore della sua, sopraffatto dall’imminente fine si rivolge a Dio chiedendogli il perché di tutto questo.

I brani che hanno accompagnato la lettura del monologo attingono ad un repertorio d’autore civile sulla Shoah e sulla condanna delle guerre, con una matrice da preghiera laica, fra cui ‘Auschwitz’ di Francesco Guccini, ‘La guerra di Piero’ di Fabrizio De Andrè, ‘Henna’ di Lucio Dalla, ‘La storia’ di Francesco De Gregori solo per citarne alcune.

Presente all’evento l’assessore Lucia De Mari che ha ringraziato Niki Battaglia, direttore del Palazzo delle Arti Beltrani, sottolineando come questo evento sia la degna chiusura di una giornata dedicata alla memoria.

pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.