Turismo a Trani e nella Bat, Gadaleta: «Buoni segnali ma Royal occasione persa. E mancano i servizi»

«Ben vengano l’associazione dei b&b e la programmazione di ben nove mesi di, come Palazzo Beltrani, che fa turismo attraverso una ricca offerta di eventi. Ma da sola, purtroppo, non può bastare».
Ad affermarlo è Domenico Gadaleta, professionista tranese del settore turistico e direttore della catena Apulia hotel, che annovera nella sua rete di alberghi in Puglia e nel Mezzogiorno una serie di strutture a quattro e cinque stelle. A breve ne aprirà una anche ad Andria, un «wine resort» in collaborazione con Cantine Torrevento ai piedi di Castel del Monte. Sedici i posti letto previsti, che non saranno certamente la soluzione ai tanti problemi, ma forniranno in ogni caso un contributo concreto per ampliare l’offerta carente a fronte di tanta richiesta.
A detta di Gadaleta, infatti, «è proprio la carenza di alberghi in primo luogo a determinare il persistente basso numero di presenze turistiche nella Bat. Con pochi posti letto difficilmente cresceremo, e se inoltre tanti bed and breakfast e case vacanze non sono registrate il problema si accresce. Ovviamente con il Royal abbiamo perso un’occasione colossale per rilanciare il settore alberghiero».
Quali, allora, i correttivi? «Un cartellone unico degli eventi sarebbe già di grosso aiuto per incanalare i turisti verso la sesta provincia – analizza Gadaleta -, ma servono anche le iniziative che diventino meta, quelle che si ripetono negli anni, di cui si conoscono con certezza le date e che dunque diventino un motivo di richiamo di questo territorio nei confronti dei turisti».
E poi ci sono anche accoglienza ed organizzazione e servizi, che elevano la qualità dell’offerta. «Penso ai parcheggi – dice Gadaleta -, ma anche taxi, noleggi con conducente, navette per raccogliere i turisti fra le varie strutture e fare loro visitare i luoghi di interesse. Abbiamo dei bellissimi centri storici, ma se senza alberghi facciamo fatica, almeno un albergo diffuso potrebbe essere la risposta se ciascuna struttura fosse messa in collegamento con le altre. La cabina di regia – conclude – non deve essere solo per gli eventi, ma davvero per tutto: solo così la Bat potrà invertire la rotta».

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