«A Trani sono legato e ci tornerò presto»: intervista esclusiva al regista Ivan Cotroneo

In occasione dell’uscita della serie televisiva in sei puntate, in onda su Netflix «La vita che volevi», fiction scritta e realizzata da Ivan Cotroneo e da Monica Rametta, in onda da questo mercoledì, abbiamo raggiunto telefonicamente il regista Ivan Cotroneo per parlarci della fiction che vede protagonista Vittoria Schisano nel ruolo di Gloria, donna transgender che scopre all’improvviso di essere madre.

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Trani, collegata in qualche modo alla serie televisiva grazie alla presenza di Bianca Nappi e in un ruolo minore di Enzo Matichecchia, entrambi tranesi.

Il regista ha spiegato ai nostri microfoni il binomio ormai inscindibile con Monica Rametta partner di scrittura da sempre, sin dai tempi di “Tutti pazzi per amore”: «Lei è stata per le due stagioni della Compagnia del Cigno e per tantissime altre avventure e ora anche di questa che è la nostra prima avventura su Netflix, abbiamo sempre scritto quasi esclusivamente oltre che per il cinema per Rai 1 questa volta, invece, siamo su Netflix con una storia per noi molto importante, una storia che parla di diritti e anche di amore».

«Gloria, la protagonista – prosegue il regista – è una donna realizzata che ha un’attività nel centro di Lecce e pensa di aver conquistato la vita che voleva, che aveva sognato. Ma ritorna un’amica dal passato, da Napoli, che aveva conosciuto prima della transizione e scopre di avere un figlio adolescente, quindi comprende di essere genitore e questo sconvolge i piani di tutti. La serie è girata in Puglia, e quindi ci sono diversi attori pugliesi, e per me è stata anche l’occasione da regista di lavorare con Bianca Nappi, che è una mia amica dai tempi di «Mine vaganti».

Il regista si è soffermato anche sulla serie «La Compagnia del Cigno», fiction che ha visto protagonista ancora una volta Trani, grazie alla presenza dell’attrice Chiara Pia Aurora: «Nella serie -prosegue Cotroneo-raccontavamo di ragazzi le cui giornate erano piene di impegno e di musica. Questo non avveniva attraverso una trasformazione dei personaggi, noi li trovavamo già così. Esattamente così troviamo anche Gloria, come in quel caso la storia partiva da quel punto per poi raccontare le loro vicende di amicizia, di amore, di innamoramento, di felicità, di infelicità. La vita che volevi è un racconto in cui tutti possiamo identificarci, perché ha a che fare con la ricerca della felicità, con quello che noi abbiamo fatto nella vita, perché abbiamo creduto di volerlo, e forse in un altro momento della nostra vita lo volevamo».

Alla domanda se mai avesse pensato di girare a Trani, il regista spiega: «Ci ho pensato, tanti registi hanno valorizzato Trani per la sua bellezza, credo che bisogna trovare un altro modo per raccontarla. Ma questo non è impossibile» conclude Cotroneo.

È possibile ascoltare l’intera intervista a cura di Nico Aurora attraverso il podcast allegato.

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