Trani senza Postazione fissa medicalizzata? Ciliento (Pd): «Martedì tavolo tecnico, ma state certi che non chiuderà»

«Le Postazioni fisse medicalizzate di Trani e Canosa non chiuderanno. Martedì si terrà un tavolo a Bari e si troverà una soluzione».

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Lo dice Debora Ciliento, consigliere regionale di maggioranza ed ex assessore ai servizi sociali di Trani, dopo avere riferito di avere già ricevuto rassicurazioni dall’assessore regionale alla salute, Rocco Palese.

Il riferimento è al clima di tensione che si avverte intorno a quella che appare una autentica rivoluzione – sebbene presentata come “sperimentazione” – che già nelle prossime ore dovrebbe riguardare il servizio di emergenza urgenza in Puglia e, segnatamente, nella Bat.

Tutto nasce da una recentissima delibera della giunta regionale pugliese che dispone, dal 1mo agosto al 31 ottobre 2022, un accorpamento dei servizi 118 di emergenza urgenza. Alla base, una enorme carenza di medici: in Puglia ce ne sono 325 contro i 530 previsti in pianta organica. E, mancando così tanti medici, il servizio va rivisto e, purtroppo, sforbiciato.

Così la Regione Puglia, per prima cosa, stanzia una somma di 1 milione di euro per un incentivo economico ai medici che vorranno aderire al servizio di emergenza urgenza, assicurando loro 20 euro in più per ora oltre le 168 previste mensilmente. Contestualmente, l’esecutivo di Michele Emiliano accorpa ambulanze Mike, auto mediche e ambulanze India.

Nella Bat questi incastri al risparmio si mostrano soprattutto nei comuni più piccoli ed il dettaglio sembra non lasciare spazio, almeno in questo caso, ad interpretazioni di sorta, scoperchiando tagli tanto dolorosi quanto necessari.

Margherita di Savoia vede l’ambulanza Mike (medicalizzata) trasformarsi in auto medica. L’auto medica di Trinitapoli diventa India (ambulanza senza medico a bordo), che copre così Margherita di Savoia. San Ferdinando di Puglia non ha neanche un’ambulanza disponibile e deve fare affidamento sui mezzi già accorpati di Margherita e Trinitapoli. A Minervino Murge la Mike si trasforma in India e copre Spinazzola, dove a sua volta la Mike diventa auto medica.

Allo stato nella Bat ci sono 4 ambulanze Mike, 5 auto mediche e 45 medici in pianta organica. La proposta è di ridurre le unità a 2 Mike e 5 auto mediche, con 35 medici in pianta organica, fermo restando che la dotazione organica attuale è di soli 25.

Nella tabella che riguarda la provincia Bat non figurano le Postazioni fisse medicalizzate di Trani e Canosa di Puglia, ma di fatto sarebbero già state cancellate perché le due città non sono più, ovvero non sono mai state dichiarate aree carenti, unica condizione che giustificherebbe la permanenza dei due presidi.

«Ed invece io sono certa che non sarà toccato nulla – replica Ciliento – poiché ho avuto precise rassicurazioni dal governo regionale anche sulla base del fatto che siamo una provincia a forte vocazione turistica, con ben quattro città costiere su dieci, la cui popolazione d’estate si moltiplica. Certo, la carenza dei medici è un fatto oggettivo – riconosce – e si può anche accettare una sperimentazione per comprendere in quale direzione andare, ma qui parliamo di servizi essenziali che non si possono interrompere».

Dalla Asl Bt, allo stato, non arrivano chiarimenti ufficiali in merito. Anche il direttore generale, Tiziana Dimatteo, martedì prossimo andrà a Bari, al previsto tavolo tecnico, per capire quello che il provvedimento ancora non chiarisce così da comprendere, di conseguenza, se e come muoversi.

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