Trani, primi risultati dalle fototrappola: beccato il primo «furbetto del sacchetto»

Parallelamente all’attività di contrasto ai piromani di rifiuti, che continua regolarmente, gli ispettori ambientali di Amiu hanno avviato quella relativa alla individuazione dei furbetti della spazzatura, identificandoli attraverso le immagini delle foto e video trappola sparse per la città.

Ieri il sindaco, Amedeo Bottaro, ha diffuso sulla sua pagina social le immagini di una persona che, scendendo dalla propria vettura, ha abbandonato sul ciglio della strada sacchi di immondizia prima di rientrando nel veicolo e andare via. Il dispositivo lo ha colto sul fatto e adesso partirà l’inevitabile procedimento per la sanzione amministrativa a suo carico.

L’amministrazione comunale non ha ovviamente fatto conoscere i luoghi in cui le trappole si trovano, anche perché le stesse saranno spostate secondo le necessità, di zona In zona, con l’obiettivo di sorprendere sempre sul fatto i responsabili dei conferimenti illeciti di rifiuti.

«Mentre da un lato ci stiamo impegnando per rendere Trani ancora più bella di ciò che è – commenta Bottaro -, dall’altro c’è chi continua imperterrito a deturparla. Evidentemente questa gente ha fatto i conti senza l’oste. E adesso ne pagherà le conseguenze: infatti, se la scorsa consiliatura è stata, specie nei primi anni, all’insegna del risanamento economico ed ambientale associati alla programmazione, questa, sulla scia dell’ultimo anno e mezzo, sarà dell’azione. Le attività degli ispettori ambientali sono già note e stanno proseguendo proficuamente. Adesso è la volta delle fototrappola, già dislocate in vari punti della città grazie anche alle sempre preziose segnalazioni dei cittadini. Grazie a questo sistema integrato abbiamo beccato il primo responsabile, ma ovviamente non finisce qui»

Nel frattempo, lo stesso sindaco ha fatto anche sapere al cronista che «sono in corso di definizione denunce penali a carico di alcuni dei soggetti responsabili degli incendi localizzati e identificati dagli ispettori ambientali nelle ultime due settimane. Le istruttorie – spiega Bottaro – variano a seconda dei casi con riferimento soprattutto alla tipologia del rifiuto sottoposto a combustione. Pertanto – chiarisce -, per alcune circostanze ci si limiterà alla sanzione amministrativa, per altre scatterà il vero e proprio procedimento penale, incardinato presso l’autorità giudiziaria, per i reati ambientali che si potranno contestare a carico dei responsabili».