"Trani Mafiosa? Cancelliamola così"

Il "Caso-Trani" approda alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Lo ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa organizzata "a titolo personale" dall’ex Consigliere comunale Emanuele Tomasicchio, l’on. Ernesto Caccavale, componente della Commissione Giustizia del Parlamento Europeo e prossimo candidato nelle liste di An a Bruxelles. "Lo scioglimento di un Consiglio comunale – ha evidenziato Caccavale – è un’ultima ratio, poichè trattasi di un atto che cancella il voto dei cittadini. Quando, come nel caso di Trani, la decisione di scioglimento si basa su elementi del tutto arbitrari, si è di fronte ad una violazione dei diritti democratici dei cittadini". Il riferimento, inutile dirlo, è al Decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1993, con il quale si dispose lo scioglimento del Consiglio comunale di Trani per presunte infiltrazioni mafiose. Oggi, a distanza di sei anni, tutti gli episodi costituenti presunta prova delle infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione si sono conclusi con assoluzioni con formula piena e proscioglimenti in fase di indagini preliminari. Basti pensare al caso-Lampara, terminato, parafrasando Tomasicchio, "con il riconoscimento dell’assoluta irreprensibilità dal punto di vista penale di amministratori e dirigenti del Comune di Trani". Nonostante ciò, Trani porta ancora con sè la macchia indelebile di "città mafiosa". Per questa ragione l’avv. Tomasicchio, che all’epoca dello scioglimento sedeva tra i banchi dell’assemblea cittadina, ha deciso, con il sostegno dell’on. Caccavale, di lanciare l’iniziativa denominata "Giustizia per la Città di Trani". Oltre al ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’iniziativa prevede una richiesta di revoca del decreto di scioglimento formulata al Ministero dell’Interno e, per conoscenza, al Presidente della Repubblica, mediante atto di diffida. Secondo la legge 13/91, infatti, il Capo dello Stato "può sancire l’annullamento straordinario di atti amministrativi illegittimi". Perchè ciò avvenga, però, è necessaria la fattiva collaborazione del Viminale, che Tomasicchio considera assai improbabile. Con le elezioni alle porte, Tomasicchio si affretta a precisare che la sua richiesta di revoca del decreto di scioglimento "non ha effetti ripristinatori. Nessuno vuole riabilitare la vecchia classe politica: la dignità di Trani è stata infangata con un provvedimento ingiusto ed immotivato, caldeggiato in quegli anni dal giustizialismo di alcuni parlamentari della provincia di Bari", ha evidenziato Tomasicchio. L’on.Caccavale rincara la dose: "Una cosa sono le responsabilità politiche dei vecchi amministratori, un’altra le rersponsabilità giudiziarie. Tutto ciò, sia ben chiaro, non vuol dire che a Trani non ci sia stato del malaffare. La nostra lotta è contro lo strumento dello scioglimento dei Consigli comunali, che all’occorrenza, anche se non è il caso di Trani, può diventare una clava politica. Si tratta di provvedimenti che possono ritorcersi contro chiunque ed in qualsiasi momento". Il riferimento, uscendo per un attimo dal Caso-Trani, è al recente scioglimento dei Consigli comunali di quattro comuni campani amministrati dal Polo. Alla conferenza stampa era presente anche il Vicesindaco Luigi Simone, che ha descritto il famigerato decreto come "un’onta infamante che dobbiamo al più presto scrollarci di dosso. La Città non deve pagare le eventuali colpe di singole persone". Simone ha anche evidenziato come per una Città cosiddetta "mafiosa" sia maledettamente difficile accedere a finanziamenti da parte della Cassa Depositi e Prestiti. "È come se il Comune sia protestato", ha amaramente commentato. L’iniziativa dell’avv. Tomasicchio, che proseguirà nei prossimi mesi con l’organizzazione di un convegno, non fa che alimentare un dibattito al quale anche "Il Giornale di Trani" ha fornito il suo prezioso contributo. La sensazione è che non sarà facile ottenere la revoca del decreto di scioglimento, visto anche l’esito negativo dell’interrogazione parlamentare presentata alcuni mesi fa dai senatori del Polo Dentamaro e Novi, rimasta senza risposte. "Non mi scoraggio e vado avanti per la mia strada", ribatte Tomasicchio. Sollecitato a chiedere un intervento ufficiale dell’Amministrazione comunale, l’ex Consigliere ha prontamente risposto: "ben venga un eventuale appoggio, ma ritengo di aver atteso già tanto".

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