Trani, liquidati i gettoni di presenza dei primi sei mesi del 2020: consigli e commissioni sono costati meno di 30mila euro

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Fra l’emergenza sanitaria, da una parte, e l’imminente stop fisiologico dovuto alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre prossimi, il 2020 sarà ricordato come l’anno più economico per eccellenza con riferimento ai costi della politica.

Infatti il segretario generale, Angelo Lazzaro, ha disposto la liquidazione in favore dei consiglieri comunali per il primo semestre 2020: ebbene, la spesa complessiva è addirittura inferiore ai 30.000 euro, per l’esattezza 29.78 3,12 euro lordi, mentre il netto è 27.449,88 euro.

La proiezione per fine anno, quindi, è di una spesa intorno ai 50.000 euro per l’intero 2020: se così fosse, saremo quasi al 50 per cento di quella del 2019, che è stata di poco inferiore ai 100.000 e ha già rappresentato un notevole decremento dei costi di consigli comunali e commissioni consiliari rispetto ad un passato più o meno recente.

Certamente ha inciso molto il lockdown, ma va anche detto che Complessivamente, consigli sulle dita di una mano e sempre meno riunioni e presenze nelle commissioni, forse sempre quell’onda emotiva di alcuni procedimenti giudiziari ancora pendenti, nonché dei conseguenti tagli disposti dal commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli.

Giova infatti ricordare che, prima del tetto alle riunioni posto nel 2015 dal quel sindaco pro tempore, con successiva autodisciplina del consiglio, si spendevano fino a 300.000 euro l’anno fra consigli e commissioni, e mediamente il costo mensile dei gettoni di presenza si aggirava intorno ai 25.000 euro.

Allo stato non sono disponibili i dettagli relativi alle somme individualmente corrisposte, né si conosce il numero esatto delle commissioni consiliari del primo semestre: le uniche certezze sono nel fatto che dal 10 marzo si era fermato tutto. I consigli, invece, sono stati tre e si sono tenuti il 13 febbraio ed ancora il 6 e 27 maggio.

Ricordiamo che i consiglieri percepiscono un gettone di presenza pari a 73,79 euro e non possono raggiungere un compenso mensile superiore a 1.127 euro, in quanto somma pari ad un quarto della indennità di funzione mensile attribuita al sindaco.

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