Trani, il Tar ribalta l’esito del concorso per la «nuova» piazza Gradenigo: vince la Dodi Moss, di Genova

La Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia (presidente Scafuri, a latere Blanda e Rotondano) ha ribaltato l’esito del concorso di progettazione per la riqualificazione di piazza Gradenigo, aggiudicandolo al raggruppamento di professionisti capeggiato dalla Dodi Moss Srl, di Genova, ed annullando l’aggiudicazione dello scorso 7 febbraio 2022 in favore del pool di tecnici capeggiato all’architetto Fabio Montesano, di Catanzaro. A tale conclusione si è giunti dopo l’accoglimento del ricorso proposto dalla Dodi Moss contro il Comune di Trani e nei confronti del raggruppamento di professionisti formato da Montesano più altri.

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La Dodi Moss aveva già chiesto ed ottenuto dalla giustizia amministrativa un’ordinanza cautelare della determinazione dirigenziale dell’Area lavori pubblici con cui il dirigente, Luigi Puzziferri, aveva approvato le risultanze delle operazioni di gara del concorso di progettazione. Quel provvedimento, peraltro, era subordinato all’esito regolare della verifica dei requisiti in capo all’giudicatorio ed agli altri concorrenti finalisti.

La Dodi Moss, in quanto seconda classificata, aveva formulato istanza di accesso alla documentazione amministrativa e tecnica, ed 2 maggio 2022 aveva depositato il ricorso al Tar impugnando l’aggiudicazione della gara e chiedendone l’annullamento a causa della carenza del requisito speciale di partecipazione di capacità tecnico professionale, che si sarebbe dovuto dimostrare attraverso l’avvenuto svolgimento di due servizi cosiddetti «di punta».

Il 28 maggio 2022 il Tar aveva già accolto l’istanza cautelare, rilevando che ricorso appariva ricevibile in ragione della tempestività dell’istanza di accesso e, di contro, dei ritardi dell’amministrazione nel riscontro dell’istanza della società ricorrente.

Inoltre, già in quella sede, le censure esposte dalla Dodi Moss erano parse «favorevolmente apprezzabili in considerazione del mancato possesso in capo alla Montesano del requisito speciale di capacità tecnica e professionale consistente nello svolgimento, negli ultimi dieci anni, di due servizi di ingegneria e architettura di punta».

Nella discussione di merito è stato chiarito che la Montesano aveva effettuato la progettazione definitiva esecutiva e coordinamento di sicurezza in fase di progettazione per «Quindici agorà», nella città metropolitana di Reggio Calabria, ma la seconda performance pregressa risultava una progettazione di fattibilità tecnica ed economica per la riqualificazione architettonica e urbana di corso Umberto I, piazza Maria Ausiliatrice e vie limitrofe per il Comune di Soverato: secondo il Tar, «indiscutibilmente il livello di progettazione di questo intervento è inferiore a quello richiesto nel concorso di progettazione di Trani».

Per tale motivo la censura della Dodi Moss ha colto nel segno ed il Tar Puglia ne ha accolto il ricorso, annullando gli atti impugnati e condannando il Comune al pagamento delle spese processuali nella misura di 2.000 euro. L’importo è diventato oggetto di un debito fuori bilancio che sarà approvato nel consiglio comunale di oggi, giovedì 22 febbraio, con un totale da liquidare di poco inferiore ai 5.000 euro.

Al primo grado del concorso erano pervenuti sei progetti, soltanto la metà dei quali era stata ammessa al secondo grado.

Il presidente della commissione giudicatrice era stato il dirigente dell’Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri. I componenti comunali erano Francesco Gianferrini (dirigente dell’Area urbanistica) e Francesco Patruno (posizione organizzativa della stessa). Per l’Ordine degli architetti c’era Andrea Roselli e per quello degli ingegneri Concetta Lanotte.

Il costo stimato per la realizzazione dell’opera, partendo da un finanziamento di 500.000 euro, comprensivo degli oneri della sicurezza, è di 339.900 euro al netto di Iva. Il bando per i lavori si sarebbe dovuto emanare entro 60 giorni dalla proclamazione del vincitore, avvenuta il 27 gennaio 2022.

Va da sé che il ricorso al Tar del secondo classificato abbia fatto slittare i tempi di almeno un anno, ma ha centrato l’obiettivo di chiarire chi fosse il reale vincitore del concorso.

«L’amministrazione comunale di Trani ha deciso di promuovere un concorso di progettazione – si leggeva nella premessa al bando – al fine di delineare un nuovo assetto spaziale e funzionale per piazza Gradenigo. Il concorso di progettazione ha come obiettivo la riqualificazione del sito e vuole essere inoltre il primo passo di un’azione più ampia in grado di valorizzare il territorio che circonda l’insediamento urbano di Trani nelle sue diverse componenti paesaggistiche, ambientali e storico-culturali».

Il primo grado del concorso ha riguardato l’intera estensione della piazza per una superficie di circa 6.650 metri quadrati, compresa fra via Pedaggio Santa Chiara, via Sant’Agostino, corso Vittorio Emanuele e via Fra’ Diego Alvarez, includendo l’interruzione rappresentata da via Giovanni Bovio.

Il secondo grado del concorso ha approfondito l’idea progettuale per la parte più ampia della piazza, quella più a ridosso della chiesa di Sant’Agostino, la cui estensione è di circa 4.000 metri quadrati.

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