Trani, il nuovo corso del consiglio comunale. La minoranza: «Pronti a collaborare, ma coinvolgeteci nelle scelte»

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«Siamo a disposizione del sindaco, ma nella comprensibile diversità dei ruoli, perché è innegabile che Trani sia bella, ma va anche rilanciata sotto tanti aspetti». Così Filiberto Palumbo, ex candidato sindaco del centrodestra ed oggi consigliere comunale della lista che porta il suo nome, aprendo gli interventi dell’ultimo consiglio comunale intorno agli indirizzi generali di governo.

Il provvedimento, che ha aperto ufficialmente il mandato dell’amministrazione del sindaco, Amedeo Bottaro, ha fatto registrare 21 voti della maggioranza e l’astensione di tutta un’opposizione che, proprio a partire da Palumbo, si è mostrata mai come in questa occasione disponibile al dialogo.

E sembra essere nata una nuova stagione in seno all’assemblea elettiva, che negli ultimi cinque anni è stata caratterizzata da numerose frizioni, asperità, spigolature, momenti di velenosa contrapposizione personale e tutto quanto ha concorso a rendere poco sereno l’ambiente, allontanando ulteriormente i cittadini dalla partecipazione alle vita amministrativa.

Fra i protagonisti di quelle polemiche, anche se fuori del consiglio dopo la revoca del suo mandato assessorile, Tommaso Laurora, altro ex candidato sindaco per il quale «fa piacere sentire anche l’autocritica del sindaco Bottaro sulle cose che non si sono fatte come si sarebbero dovute fare durante gli ultimi cinque anni di mandato – ha detto in aula -. Ebbene, poiché tante previsioni degli indirizzi di governo sono le stesse che votai io cinque anni fa, anche da parte nostra c’è massima collaborazione con la speranza che, dalla parte opposta, ci sia però la propensione al dialogo».

Di collaborazione costruttiva ha parlato anche Andrea Ferri, capogruppo di Fratelli d’Italia, chiedendo al sindaco «di non escludere la minoranza e coinvolgerla nei percorsi amministrativi. Ci teniamo a migliorare tante cose a partire dalla raccolta differenziata. E poi sicurezza, darsena, sanità e cultura. Credo che l’esclusione di Trani da Capitale italiana della cultura 2022 possa essere un segnale per fare della città un luogo più signorile e meno di massa».

Il capogruppo della Lega, Giovanni Di Leo, ha invece ricordato «come, a sorpresa, mi ritrovi qui a distanza di sei anni dalla brusca interruzione del nostro mandato quando era sindaco Luigi Riserbato: purtroppo, ancora oggi, attendiamo giustizia su quei fatti».