Trani, giunta Bottaro verso l’azzeramento. Ma sarà soprattutto un valzer di deleghe con pochi volti nuovi

Nelle prossime ore il sindaco, Amedeo Bottaro, dovrebbe azzerare la giunta comunale ridistribuendo le deleghe soprattutto fra gli assessori tuttora in carica e, probabilmente, cambiandone non più di due.

È quanto il primo cittadino avrebbe già comunicato alla sua maggioranza, dopo averlo pubblicamente lasciato intendere nel corso del consiglio comunale dello scorso 15 dicembre quando, a causa dai forti contrasti in seno al regolamento del patrimonio immobiliare, che Bottaro decise poi di ritirare, il primo cittadino sì sfogò in assemblea dichiarando apertamente che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui sarebbe stato esposto a una figura di quel tipo.

Nella seduta precedente le frizioni si erano già sorprendentemente manifestate sul Piano annuale del diritto allo studio e allora, per il primo cittadino, la misura appare già colma.

Peraltro, un assist gli era arrivato sempre nel consiglio comunale del 15 dicembre, quando l’assessore all’ambiente Raffaella Merra, per motivi personali, aveva dichiarato di rinunciare a quella delega: Bottaro, con propria disposizione sindacale, gliene ha consequenzialmente sfilate altre due, servizi cimiteriali e rapporti con Amiu, perché vanno insieme con l’ambiente, lasciandole soltanto qualità della vita, agricoltura, pesca e diritti degli animali.

A questo punto, dunque, le ex deleghe di Merra saranno materiale utile per l’azzeramento che potrebbe portare, oltre il rimescolamento delle deleghe, anche l’ingresso in giunta di assessori riconducibili a formazioni tuttora in minoranza ma ormai sempre più organiche al centro-sinistra.

Basti pensare al gruppo consiliare del neo consigliere provinciale Tommaso Laurora, che del centrosinistra è sempre stato espressione ma, alle ultime elezioni amministrative, si era candidato sindaco in contrapposizione a Bottaro.

Gli assessori che non dovrebbero essere confermati potrebbero quelli politicamente più esposti, poiché difficilmente supportabili dall’attuale, disgregata mappa della maggioranza: Alessandro Cervino (patrimonio) ed Eugenio Martello (servizi sociali).

Al loro posto potrebbero entrare, come detto, delegati provenienti dalla minoranza con conseguente rivoluzione della coalizione di governo eletta meno di un anno e mezzo fa dai cittadini.

Difficile, invece, che Bottaro rinunci ai tanti assessori cooptati dal consiglio comunale: ciascuno di loro porta con sé un’importante dote di voti che non si può disperdere, e la loro revoca significherebbe uscire di scena definitivamente (vedi proprio Laurora durante il Bottaro uno), senza la possibilità di tornare in consiglio.

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