Trani, estorsioni “a tappeto” sui commercianti: i dettagli dell’operazione dei Carabinieri

Stamattina, circa 80 Carabinieri del Comando Provinciale di Bari e del Gruppo di Trani, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, del 6° Nucleo Elicotteri e del Nucleo cinofili di Modugno hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze di custodia cautelare, emesse contestualmente dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di complessivi 14 soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, detenzione illecita di armi e associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le singole misure eseguite sono 18, poiché 4 dei 14 indagati sono stati colpiti da entrambi i provvedimenti.

Il risultato conseguito scaturisce dagli ulteriori approfondimenti investigativi svolti contestualmente e a seguito delle operazioni denominate “Point break” e “Point Break 2”, condotte a Trani nei primi mesi del 2017, allorquando, in due diverse occasioni, vennero arrestate 13 persone destinatarie di misure cautelari in relazione a vari episodi estorsivi.

I provvedimenti eseguiti quest’oggi sono il risultato di due attività investigative svolte in parallelo dalla Stazione di Trani e dalla Sezione Operativa della Compagnia di Trani che, sotto il coordinamento e la direzione dell’Autorità Giudiziaria, hanno consentito di ricostruire, a partire dall’aprile 2016:

–       l’esistenza dell’associazione mafiosa armata denominata “gruppo Corda-Lomolino” che, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dalla fama criminale degli appartenenti e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà, perpetrava estorsioni “a tappeto” in danno degli operatori commerciali tranesi;

–       l’operatività di un altro sodalizio criminale dedito allo spaccio e alla detenzione illecita di cocainahashish e marijuana, promosso e diretto dagli stessi appartenenti al gruppo Corda-Lomolino e attivo sempre nella città di Trani.

La prima ordinanza ha disposto misure custodiali per 9 persone, di cui 6 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, documentando come gli indagati si fossero accordati e organizzati per realizzare un vasto piano di estorsioni, tese ad accumulare ingenti somme di denaro da reinvestire in altre attività illecite, ovvero da riutilizzare per il pagamento degli avvocati difensori e per il mantenimento dei detenuti e delle loro famiglie. Il reato associativo è stato contestato a 4 degli odierni arrestati, riconoscendo per 3 di questi anche l’aggravante di aver promosso, diretto e organizzato il sodalizio. Gli stessi componenti dell’associazione, in concorso con gli altri destinatari di misura, partecipavano spesso in maniera diretta alle azioni estorsive realizzate nei confronti di numerosi esercenti e imprenditori manifatturieri tranesi, imponendo loro importanti dazioni di denaro (fino a 10mila euro per volta).

Il gruppo Corda-Lomolino, infatti, è riuscito a capitalizzare l’infiltrazione malavitosa del territorio tranese e a occupare progressivamente il vuoto lasciato da Salvatore ANNACONDIA e dai suoi affiliati, la cui evocazione ha favorito l’imposizione di un clima di pesante e generalizzata intimidazione e di piena consapevolezza della diffusione del racket estorsivo. I vari fatti-reato sono risultati sovente riconducibili nell’ambito della cosiddetta “estorsione ambientale”, per la quale nella maggior parte dei casi i pagamenti sono avvenuti secondo collaudati automatismi. In talune circostanze, tuttavia, si sono registrate gravissime minacce, anche con l’uso delle armi di cui il sodalizio disponeva. Durante le indagini, infatti, sono state sequestrate 2 pistole semi automatiche, 2 fucili modificati e addirittura un fucile mitragliatore AK-47 “Kalashnikov”.

Talvolta i malavitosi hanno agito anche su commissione, come documentato in un episodio estorsivo sollecitato da un imprenditore edile, per tale motivo oggi ristretto ai domiciliari. Quest’ultimo, infatti, aveva ingaggiato il gruppo criminale affinché costringesse un esercente, cui aveva venduto il locale, a corrispondere i pagamenti dovuti con significativo anticipo rispetto alle date pattuite.

Nel complesso, la misura documenta la commissione di 17 estorsioni, consumate o tentate, per un ammontare complessivo di circa 70mila euro.

La seconda ordinanza si riferisce all’altro “ramo” nel quale i vertici del sodalizio erano attivi, ossia lo spaccio di sostanze stupefacenti, prevedendo l’applicazione della misura cautelare nei confronti di 9 persone, 5 delle quali agli arresti domiciliari e 4 in carcere. Questi ultimi sono i medesimi già colpiti dall’altra misura, quali appartenenti al gruppo Corda-Lomolino, cui viene contestata anche la promozione, la direzione e l’organizzazione dell’associazione finalizzata allo spaccio.

Nel corso delle indagini sono stati effettuati numerosissimi riscontri che hanno portato all’arresto in flagranza di 9 persone, rinvenendo importanti quantitativi di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e marijuana, destinate alla commercializzazione sulla piazza tranese.

Le attività investigative si sono sviluppate, in principio, con servizi di osservazione e, successivamente, anche con l’ausilio di attività tecniche che, insieme al contributo fornito dai collaboratori di giustizia, hanno consentito di chiarire a pieno l’estensione e l’operatività della rete estorsiva e dello spaccio.

INDAGATI

1.        CORDA Giuseppe, classe 1984;

2.        CORDA Alessandro, classe 1989;

3.        GISHTI Ilir, classe 1988;

4.        LOMOLINO Romano Patrizio, classe 1981,

5.        LOMOLINO Salvatore, classe 1977;

6.        PRESTA Armando, classe 1971,

destinatari della misura cautelare della custodia in carcere.

7.        ALIDORO Francesco, classe 1986;

8.        DI TERLIZZI Fabio, classe 1996;

9.        GRAZIANO Gerardo, classe 1978;

10.    DE SIMONE Maria, classe 1955;

11.    di FEO Michele, classe 1982;

12.    CARAPELLE Vincenzo, classe 1965;

13.    GISHTI Elton, classe 1992;

14.    STRAFEZZA Geremia, classe 1977,

destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari.