Trani e l’Amet, Branà (M5s): «Sempre meno personale e nessun piano industriale: il futuro è a rischio»

Ormai è dal 2015 che cerchiamo di mantenere l’attenzione vigile sulla nostra ex perla AMET SpA. Questa  Amministrazione, ci riferiamo al governo della città, ha avuto tempo per poter immaginare ed agire con una strategia atta al risanamento ed al rilancio dell’AMET.

Così si susseguono tre amministrazioni dal dott. Danisi, ad oggi al prof. Salinas, incapaci di rivolgere una sola parola alla Città per spiegare quali siano gli intendimenti che ha  questa maggioranza in merito alle quattro aree operative di AMET: energia, trasporti, parcheggi e darsena.

Il famoso e contestato Piano Industriale 2016-2021 , pagato dal Comune,  che fine ha fatto? Vi è un altro Piano?

Intanto vi sono i soliti problemi come fatture elettriche che arrivano ancora in ritardo, già scadute; oppure bollette pagate ma mai registrate dall’ufficio commerciale di AMET; inutile presentare i pagamenti, tanto alla fattura successiva rimarrà sempre l’avviso di pagamento delle vecchie bollette già pagate. Fatture non ancora emesse.

Potremmo accennare al fatto che negli ultimi 20 anni i quadri, gli impiegati e gli operai si sono ridotti drasticamente; ad esempio gli operatori che lavorano sulla rete di distribuzione di energia elettrica si sono ridotti da 22 ad 8 con invece un aumento del triplo delle cabine elettriche ed un aumento dei km di linee elettriche che vanno dal doppio  per la BT  ad oltre 50 volte maggiori per le linee di MT. Le figure tecniche si stanno riducendo senza pensare ad un passaggio di consegna, senza un periodo di formazione per evitare seri problemi di disservizio alla città.

Altro problema segnalatoci riguarda gli allacci degli impianti fotovoltaici che hanno subito ritardi e disservizi legati sempre a decisioni organizzative discutibili, e qui chi ne dovrebbe rispondere è l’amministrazione.

Facciamo un inciso, il D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79 e ss.mm.ii., c.d. Decreto Bersani concerne la gestione della rete elettrica di MT e BT su base territoriale, per cui ogni Comune possiede una propria società di distribuzione che gestisce il relativo tratto di rete in regime di concessione. Le concessioni per svolgere il servizio di distribuzione che sono state rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico scadranno il 31 dicembre 2030. L’amministrazione ha intenzione di arrancare sino al 2030 per regalare la rete elettrica, priva ad oggi di una efficace manutenzione ed ammodernamento? Rete all’epoca acquistata da ENEL a detta di alcuni al doppio del suo valore effettivo.

Cosa si è deciso per la Darsena? A breve il Comune si troverà senza dipendenti per la gestione dei posti barca. Ha già un piano B?

Questa amministrazione vuol continuare a rincorrere le emergenze o intende risolvere il problema della manutenzione ed ammodernamento della Darsena con azioni programmate?

Gestione dei parcheggi ferma al palo, qual è la volontà di questa amministrazione? Il piano del traffico, della mobilità sostenibile che fine ha fatto?              

Vito Branà – Capogruppo consiliare Movimento cinque stelle