Trani e la «calata dei cafoni»: lo sfogo di Ferrante e la risposta di Lima. Ma il problema, forse, è nell’offerta

«Se venite a Trani solo per fare i cafoni, allora potete restare a casa vostra: non sentiremo la vostra mancanza. Basta stare in coda 10 minuti e vedi di tutto fra stereo a tutto volume, carte gettate dai finestrini, gruppi di che si spintonano e tanto altro». Così il vice sindaco, Fabrizio Ferrante, in un post che non sta mancando di determinare reazioni nel mondo della politica.

Infatti, come scrive Raimondo Lima, ex capogruppo consiliare ed oggi componente del direttivo nazionale di Fratelli d’Italia, «ogni fine settimana, ovvero ogni ponte festivo, a Trani è sempre la stessa storia e allora, piuttosto che lamentarsi su Facebook, ci si adoperi per la sicurezza, i parcheggi e la viabilità».

Si tratta di due posizioni estreme in mezzo alle quali, forse, si inquadra la vera questione: a Trani l’offerta si è quasi completamente sbilanciata ed appiattita sui locali della ristorazione e, più ve ne sono, maggiore è il rischio che cali la qualità e, di conseguenza, aumentino sia il numero di visitatori sia le loro intemperanze.

Fermo restando che i flussi vanno certamente disciplinati in maniera diversa, una città con sempre più locali e quasi soltanto locali si espone a rischi crescenti, che si manifestano esattamente come il vice sindaco ha descritto.

Ma allora, evidentemente, si dovrebbe lavorare soprattutto per differenziare l’offerta e restituire a Trani una signorilità che, ormai da tempo, sembra persa.