Trani, cessato il vincolo alberghiero dell’ex Royal: potrà ospitare civili abitazioni

L’ex Hotel Royal, in via De Robertis, manterrà la storica forma ma perde la destinazione alberghiera e potrà diventare un edificio per civile abitazioni. Lo ha disposto la Seconda sezione del Tar Puglia (presidente Tricarico, a latere Allegretta e Testini), accogliendo in parte il ricorso proposto dalla società Holiday, con sede a Bisceglie, difesa dall’avvocato Vito Zaccaria, contro il Comune di Trani, difeso dal responsabile dell’Ufficio legale, Michele Capurso.

pubblicità

Obiettivo della causa, l’annullamento della nota di diniego, firmata il 1mo dicembre 2021 dal dirigente dell’area urbanistica, Francesco Gianferrini, che aveva sostanzialmente autorizzato la società Holiday a ristrutturare lo stabile, reso inagibile a seguito di un incendio, confermandone però la destinazione alberghiera. La proprietà, invece, ne chiedeva la decadenza per avviare così un investimento di carattere residenziale.

L’argomento era pure transitato dal consiglio comunale per una scelta che non avvenne mai: infatti il sindaco, Amedeo Bottaro, ritirò il provvedimento lasciando che fossero gli uffici, ed eventualmente i giudici, a stabilire il destino dello stabile.

La richiesta portava la data del 13 febbraio 2019 e, due anni dopo la società, decorsi oltre due anni dalla richiesta del permesso di costruire contestava al Comune il fatto di essere rimasto inerte e adiva il Tar ottenendo a novembre 2021 la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato sul punto dall’Amministrazione resistente e chiedendo la nomina di un commissario ad acta.

L’inerzia veniva rotta dal provvedimento portato in consiglio, ma il dirigente comunicava di potere accogliere la domanda di permesso di costruire solo limitatamente all’opera di ristrutturazione e non anche in relazione al cambio di destinazione d’uso dell’immobile: da qui la causa su cui il Tar ha deciso lo scorso 12 aprile 2022.

«Il ricorso è fondato nel merito – si legge nella sentenza – per la carenza motivazionale del provvedimento impugnato. Nel caso di specie, gli argomenti difensivi sono stati dedotti in sede processuale dall’amministrazione con la finalità di colmare il deficit motivazionale del provvedimento impugnato secondo una illegittima integrazione “postuma” dell’onere motivazionale».

Quanto al vincolo decaduto, la legge n. 1692 del 1936 che vietava – se non all’esito di un apposito procedimento autorizzatorio – l’alienazione o la locazione per uso diverso da quello alberghiero di hotel, pensioni o locande, al fine di conservare l’offerta turistico-ricettiva, in un quadro – all’epoca – di incentivazione finanziaria pubblica del settore in questione. A questa stregua – si legge ancora nel provvedimento – è ben intuibile come tale esigenza, seppur preponderante per quel tempo, sia venuta oggi ad affievolirsi a seguito dell’incremento generale delle strutture alberghiere e si presenti quanto meno anacronistica in un periodo storico nel quale si assiste costantemente a forme assai evolute di incremento della ricettività turistica, come ad esempio quelle ispirate a logiche di sharing economy, come bed and breakfast e case-vacanza».

Inoltre, il Tar dà atto della «mancata utilità economica nella prosecuzione dell’attività alberghiera, dal momento che la struttura gravata dal vincolo versa in condizione di abbandono a far data dal 2015, anno in cui nella stessa si era verificato un incendio a tal punto grave da renderla oggettivamente inagibile ed inutilizzabile per l’attività che in essa precedentemente si svolgeva».

Ciononostante, la correlata domanda risarcitoria della società nei confronti del Comune (non meglio quantificata nel ricorso), non è stata accolta «perché affidata ad argomentazioni a suo sostegno assai vaghe – scrive il Tar – e sostanzialmente non dimostrate nei loro presupposti. Inoltre, nel merito, essa è stata essenzialmente basata sull’ipotetica perdita futura di vantaggi fiscali derivanti da bonus sismico ed adeguamento energetico del fabbricato, utilità che non si esclude che possano essere prorogate dal legislatore fiscale o possano essere all’atto pratico ugualmente conseguite, in tutto o in parte».

pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.