Trani, Branà torna sul parcheggio interrato: «C’era un progetto preliminare per attivarlo, ma è ancora valido?»

Il parcheggio interrato davanti alla stazione ferroviaria è la più grande incompiuta della città, fermo lì da quasi trent’anni e mai completato, né ovviamente attivato.

Ciononostante, nel frattempo, almeno a livello progettuale qualcosa si è fatto. Ma bisogna comprendere se anche tale progettazione sia realmente recuperabile, come l’intera opera, oppure davvero si debba ripartire da zero.

È questo il senso dell’interrogazione con cui il consigliere comunale Vito Branà, del Movimento cinque stelle, ha chiesto a sindaco e dirigenti dell’Ufficio tecnico elementi di concreta conoscenza in merito all’opera pubblica di piazza XX Settembre, che lo stesso Branà ha visitato con un sopralluogo autorizzato lo scorso 7 aprile, e della quale ha diffuso immagini particolarmente significative circa lo stato di profondo degrado dell’intero sito

Il progetto dell’opere è dell’ingegner Francesca Nolasco, poi vi è quello preliminare, a firma ex ex dirigente dell’Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, avente per oggetto “Interventi di messa a norma e in esercizio dell’autorimessa interrata in piazza XX Settembre”.

Branà, alla luce di quanto visto e dei documenti ricevuti, pone una serie di domande: «Il progetto è adeguato alle ultime norme in materia di sicurezza antincendio per le autorimesse? L’areazione naturale prevista e realizzata è sufficiente al rispetto delle norme antincendio; Le vie di emergenza attualmente esistenti sono sufficienti in rapporto ai punti più lontani dalle stesse? Il solaio di copertura del primo livello interrato è stato adeguatamente impermeabilizzato, dal momento che nella relazione dell’ingegner Nolasco non vi è menzione, mentre viene citato nel progetto preliminare dell’ingegner Didonna? Le basole della pavimentazione del piazzale sovrastante il parcheggio, del tutto prive di giunti e lesionate in più punti, non accompagnando i movimenti della struttura sottostante, possono avere creato problemi di tenuta dell’acqua determinando infiltrazioni a carico dei solai e dei muri di contenimento, così come constatato durante il sopralluogo? Il semplice ripristino in corrispondenza dei giunti strutturali del solaio sarà sufficiente a risolvere i fenomeni infiltrativi sottostanti? Il progetto dell’ingegner Didonna è mero completamento dell’opera incompiuta o anche di rimedio ad errori progettuali e/o di esecuzione mai contestati? Lo stesso progetto è stato poi stato reso esecutivo e cantierizzabile, con allegato computo metrico estimativo».

Ma la domanda più importante è l’ultima: «Il progetto, già oggetto di finanziamento pubblico, può essere rifinanziato?». A tale quesito, indirettamente, il sindaco Amedeo Bottaro aveva già risposto su domanda del cronista: «È di queste ore un interessantissimo finanziamento a sportello che va proprio in quella direzione – aveva detto il primo cittadino -, ed in prospettiva del quale stiamo redigendo il relativo progetto di fattibilità. Il costo presunto? Siamo intorno ai 915.000 euro, somma sulla quale convergono ben tre diversi operatori del settore».