Trani 2020, indagate quasi cinquanta persone: avrebbero sottoscritto più liste elettorali

Circa cinquanta cittadini tranesi sono nei guai perché, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, in occasione delle elezioni amministrative di settembre 2020 avrebbero sottoscritto più di una dichiarazione di presentazione di liste di candidati per la carica di consigliere comunale.

L’indagine, di cui è titolare del fascicolo il procuratore, Renato Nitti, è coadiuvata dalla Polizia municipale di Trani, i cui agenti stanno notificando gli avvisi di rito contestando la contravvenzione ai sensi del secondo comma dell’articolo 93 del Decreto del Presidente della Repubblica numero 570 del 1960. Si tratta di un reato convertibile, però, in una oblazione dell’importo minimo di 333 euro più spese.

L’avvocato Luca Bucci, al quale si sono rivolti tre cittadini interessati dalle predette convocazioni, riferisce che, di essi, «uno ha ammesso di avere effettivamente firmato per due liste diverse e di essere quindi già pronto a pagare il dovuto, un altro ha il dubbio di averlo fatto ma un terzo esclude categoricamente di avere firmato due volte».

In quest’ultimo caso, se la versione dell’indagato fosse confermata, si aprirebbe uno scenario ancora più delicato, perché  qualcuno avrebbe duplicato, o peggio ancora contraffatto la sua firma per riempire il modulo di presentazione di un’altra lista, ovviamente a sua insaputa. Pertanto il responsabile della presentazione della lista si ritroverebbe con profili penalmente rilevanti a proprio carico, a cominciare dal reato di falso, decisamente più gravi di quelli contestati ai circa 50 ipotetici plurifirmatari.

Secondo quanto fa sapere ancora l’avvocato Bucci, «le liste interessate da questa ipotizzata duplicazione di firme abbracciano l’intero arco consiliare, passando da centrodestra centrosinistra attraverso partiti tradizionali e civiche. Ovviamente, allo stato non è possibile sapere per chi sia stata posta la firma per primo rispetto all’altra lista».

Di certo, con almeno cinquanta persone indagate dalla Procura della Repubblica, per effetto di un procedimento verosimilmente azionato dai verbali della Commissione elettorale centrale presso lo stesso Tribunale di Trani, a sua volta discendente dalla Prefettura di Barletta-Andria-Trani, pare di essere in presenza di uno scenario tutt’altro che trasparente a monte della presentazione delle liste dei candidati per​ l’elezione del consiglio comunale.

Ovviamente il procedimento penale in atto non modificherà l’esito delle consultazioni, ma inciderà non poco su quei cittadini che, davvero con leggerezza e superficialità, risulterà abbiano firmato più di un atto di presentazione di lista.

Chi, invece, dovesse dimostrare di essere stato oggetto di un raggiro determinerebbe a sua volta conseguenze davvero spiacevoli nei confronti di chi, in quel caso con dolo, potrebbe avere artificiosamente concorso a raggiungere il numero necessario e sufficiente per la presentazione di una lista che, diversamente, neanche avremmo potuto trovare sull’ultima scheda elettorale.