Test di accesso a Medicina, il tranese Nicola Pinto quarto in Italia fra 70mila candidati

Erano in 70.000 per 14.000 posti. Non un concorso pubblico per assunzioni, ma una procedura ad evidenza pubblica, e nella fattispecie prove di accesso alle università pubbliche, per immatricolarsi nella facoltà di Medicina. Sulla base di questi numeri, ciascun candidato aveva il 20 per cento circa di probabilità di accesso.

La graduatoria con i nominativi sarà resa pubblica il prossimo 28 settembre ma, dopo che l’Università ha diffuso la graduatoria anonima, uno studente di Trani, Nicola Pinto, 19 anni maturatosi al Liceo Scientifico Valdemaro Vecchi con 100 centesimi, ha ritrovato il codice che gli è stato assegnato al quarto posto nazionale.

Ebbene, Nicola Pinto è risultato quarto in tutta Italia con 77,9, preceduto soltanto da un candidato di Insubria (82,4), Milano (79,4) e Parma (79,1).

A pari merito con il nostro concittadino figura un candidato dell’Università di Napoli, anche lui con 77,9, e dietro di lui altri due candidati dell’Università di Bari, entrambi con 77,1. Il nostro ateneo, peraltro, piazza ben 5 candidati nei primi 13 in tutta Italia.

Nicola Pinto ha risposto quasi impeccabilmente a quesiti di logica e cultura generale, biologia, chimica, matematica e fisica, mostrando una predisposizione naturale per una materia cui peraltro si è accostato soprattutto a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, e della conseguente passione che ha suscitato in lui.

Lo scorso 27 luglio Nicola aveva anche brillantemente superato il test di accesso alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica, di Roma, che metteva a disposizione 300 posti tra 8850 candidati. Adesso, dunque, potrà serenamente scegliere quale sarà la destinazione a lui più congeniale.

A prescindere di ciò, il quarto posto assoluto in tutta Italia, fra i candidati di Medicina, è un risultato di assoluto rilievo che dà lustro alla città ed al liceo scientifico tranese.

Complimenti a Nicola Pinto, nuovo simbolo delle eccellenze tranesi che, si spera, possano esprimersi al massimo anche e soprattutto nel territorio di appartenenza.