Taranto e la fabbrica, rapporto drammatico: presentato a Trani «Il verso giusto», di Angela Aniello

Fra rassegnazione e reazione, «Il verso giusto» è scegliere la seconda. E così Chiara, la protagonista del romanzo di Angela Aniello sul drammatico rapporto fra Taranto e la sua fabbrica, perde gli affetti più cari – e finanche il padre, dipendente dell’Ilva -, ma cresce smettendo di chiamare lo stabilimento «l’orco» e inquadrandolo per quello che realmente è, vale a dire un luogo foriero di morte.

E contro la fabbrica Chiara inizia ad impegnarsi socialmente, grazie soprattutto ad una scuola che, bontà sua, diventa l’agenzia educativa ideale per costruire coscienze responsabili piuttosto che ospitare ragazzi rassegnati.

Del romanzo, edito da Les Flâneurs, si è parlato domenica scorsa presso la libreria Luna di sabbia, in un incontro pubblico al quale, oltre l’autrice, erano presenti la psicologa e psicoterapeuta, Monica Guglielmi, il giornalista e scrittore, Damiano Landriccia, ed il nostro direttore responsabile, Nico Aurora.

Angela Aniello è di Bitonto e non ha mai vissuto a Taranto, ma conosce molti tarantini e, soprattutto, legge tanto sul dramma dell’Ilva e sul rapporto pressoché inconciliabile fra diritto al lavoro e tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Il tempo dilatato che la pandemia ha sottratto alla normalità, alterandola, per Chiara si è trasformato in un dono che le consente di rallentare, guardarsi indietro e ricordare.

Così, alla vigilia del diploma, decide di scavare nel suo passato – a tratti doloroso come quello di molti tarantini – e mettere nero su bianco la sua storia, e non solo.

Come in un film si susseguono tante immagini, alcune più nitide, altre volutamente sfocate perché ancora feriscono. Sullo sfondo, a tenere uniti i suoi ricordi, c’è sempre il mostro che divora senza pietà: l’Ilva.

Chiara ripercorre la sua infanzia felice, scivolatale troppo in fretta dalle mani, e l’adolescenza, segnata da una perdita ma anche da rivincite, conferme e consapevolezze. Un viaggio non sempre facile ma in cui non è mai sola: ogni tappa è condivisa, con Maria, l’amica di sempre, Luca, il primo amore, e l’adorata prof. di Lettere, sua prima sostenitrice che la esorta a coltivare la passione per la scrittura.

Pagina dopo pagina la bambina sognatrice, che amava abbandonarsi alla fantasia lascia spazio a una ragazza matura, che con coraggio lotta per fare trionfare la giustizia e non ha paura di inseguire i propri sogni.

Angela Aniello (Bitonto, 1973), laureata in lettere classiche, concilia il suo ruolo di insegnante nella scuola secondaria di primo grado con i numerosi interessi che coltiva con passione: la musica, il teatro e, soprattutto, la scrittura.

Ha pubblicato il racconto Un figlio diverso con Arti grafiche Savarese (1997) e la raccolta di poesie Piccoli sussurri con Editrice internazionale Libro Italiano (2005).

Alcuni dei suoi scritti sono stati premiati in concorsi letterari di diverso genere. Molte poesie e racconti compaiono in varie antologie, blog e e-book.

Il suo romanzo d’esordio si intitola Fra le crepe dell’anima, pubblicato sempre con la casa editrice Les Flâneurs nel 2017.