Take That a Trani, il pop senza tempo nel concerto della maturità

C’è vita oltre le boy band? Decisamente si, a raccontarlo sono i Take That che da oltre trent’anni calcano le scene musicali mondiali regalando ai tanti fan un percorso artistico nuovo, schietto e maturo.

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Il concerto evento andato in scena ieri sera sul palco in piazza Duomo, testimonia come il gruppo sia ancora seguitissimo e amato. Un pubblico prevalentemente femminile giunto nelle prime ore della giornata ha sostenuto e applaudito le voci non scalfite dai fasti del passato degli ex Fabfive, rimasti ora in tre (Gary Barlow, Mark Owen e Howard Donald) dopo l‘addio, di Robbie William che è riuscito a costruire una brillante carriera solista e di Jason Orange nel 2015.

Ci aspettavamo un salto temporale negli anni novanta, la classica e mai deludente operazione nostalgia, ciò è avvenuto ma strizzando l’occhio alla pienezza e al coraggio, quello di tre artisti ormai cinquantenni, che mantenendo sempre pieno ritmo sul palco non hanno mai  scimmiottato il passato, anzi  lo hanno celebrato con un concetto musicale storyline capace di ripercorrere, nonostante le perdite e le battute d’arresto, una vita artistica passata  sotto i riflettori ora nel segno della maturità.

I Take That non hanno evidentemente piu’ bisogno del titolo di boy band…perché a dirla tutta dei ragazzi sbarazzini che interpretavano brani cuciti appositamente sulla loro pelle è rimasto ben poco, il gruppo britannico ha deciso di continuare il suo percorso musicale come trio, esplorando nuove sonorità e influenze. Un nuovo album, il nono in studio, dal titolo “This Life”, pubblicato il 24 novembre scorso con la nuova etichetta discografica e un tour che tra le quattro date previste in Italia ha toccato appunto anche la città di Trani.

Nella scaletta messa in scena, presenti i successi più recenti del gruppo e anche i brani che hanno assicurato il successo del gruppo a livello internazionale, come “Relight My Fire”, “Back for Good”, “Patience”, “How Deep Is Your Love?”, solo per citarne alcuni. Uno spettacolo dunque caratterizzato da tre decenni e che ha permesso alle fan più fortunate di toccare con mano gli artisti scesi tra il pubblico per ringraziarli, lo stesso che ha corrisposto regalando tanti cuori disegnati e cartelloni con frasi a loro dedicate.

L’intervista al pubblico

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