Stadio in ginocchio, sconforto Abruzzese: «Mi chiamano presidente, ma non potrò più esserlo»

Ogni volta che passo dallo stadio mi si stringe il cuore.
Vorrei dalla 16 bis non alzare lo sguardo, ma lui ogni volta mi chiama disperato e mi grida forte il suo dolore.
Tiro dritto, ma in me iniziano a sovrapporsi i ricordi, le immagini, le voci e inevitabilmente torno indietro nel tempo, al 1989 quando in occasione della gara di serie C2 Trani – Celano fu inaugurato il manto erboso che oggi ahimè ha lasciato il posto al deserto di El Paso.
Quanta fatica, quanta passione, amore incondizionato per la MIA città, la MIA Trani a cui sicuramente ho lasciato un segno e regalato i momenti più belli del calcio. Trani allora era protagonista ovunque andassimo. Ero orgoglioso di darle il mio contributo. Ancora oggi tutti mi chiamano “Presidente” perché io per i tranesi resto il Presidente.
Il mio sogno era portare il Trani in serie A, nell’Olimpo del calcio, ma da solo non ce l’ho fatta, nessuno mi ha aiutato, nessuno ci ha creduto davvero. Mi sono fatto male da solo e oggi ne porto ancora le ferite. Tornassi indietro lo rifarei, ma con più oculatezza e diplomazia, quella che serve oggi per realizzare i progetti.
Di personale non ho mai chiesto niente, anzi ho anticipato senza riceverne mai il saldo. Sono stato tradito da chi si professava amico, ma il passato è passato, solo la storia non si può cancellare e la storia parla anche di me, del mio Trani, della mia città che un tempo volava alto su quel campo in erba vera, su quel tappeto verde dove hanno giocato e dato il cuore tanti giocatori che ancora oggi mi chiamano per ricordare con grande piacere gli anni trascorsi a Trani sempre in vetta alla classifica.
Sento ancora le voci dei 5000 spettatori sugli spalti accorsi all’inaugurazione del manto erboso che l’amministrazione comunale di allora indossando l’abito della festa fece realizzare dopo che avevo vinto da presidente della squadra il campionato dilettanti, approdando tra i professionisti in C2.
Sui social spesso appaiono foto di una gradinata gremita di tranesi in festa ed orgogliosi della loro città. Siamo anche sulla schedina del totocalcio.
Perfino la nazionale italiana mi ha riproposto tanti ricordi, gli incontri di calcio mercato con il presidente federale Gravina, allora presidente del Castel di Sangro, squadra inserita nello stesso girone del Trani.
Ricordi che però si offuscano quando passo dallo stadio e quello che resta del manto erboso avvelenato mi chiama e mi chiede aiuto.
Un aiuto che io non posso più dargli.

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Paolo Abruzzese

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