Sistema Trani, la difesa di Damascelli: «I fatti dimostrano che non influenzò alcuna gara: va assolto»

Con riferimento al primo filone dell’inchiesta, nell’udienza di ieri del processo Sistema Trani, riservata alle repliche finali delle difese, ha discusso l’avvocato Roberto Sisto per l’ex consigliere comunale Nicola Damascelli, che la pubblica accusa inquadra come colui che avrebbe perorato la causa dell’aggiudicazione della gara per la sorveglianza degli immobili comunali in favore della Sicurcenter: per lui il Pm ha pronunciato tre estinzioni di reato per prescrizione, compresa una dall’accusa di tentata corruzione, ed un abuso d’ufficio non più imputabile.

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«Con la scomparsa dell’associazione per delinquere già era crollato il concetto stesso di “Sistema Trani” sostenuto dall’accusa – ha premesso Sisto -. Nel caso di Damascelli, gli si contesta che avesse voluto Laricchia prima come dirigente, quindi come presidente di commissione di gara per favorirne l’aggiudicazione alla Sicurcenter. Ma la gara fu lecita, e lo dicono le sentenze sia del Giudice amministrativo, sia del Giudice per l’udienza preliminare. E, in ogni caso, caldeggiare non è un reato».

Ancora più nel merito della replica difensiva, «l’ingegner Laricchia divenne presidente della commissione di gara non perché voluto da Damascelli, ma poiché non vi erano altre figure apicali disponibili all’uopo: c’era solo lui – ha ricordato Sisto -. E la nomina di Laricchia fu, paradossalmente, una garanzia per la legittimità della gara. Quindi nessuna collusione fra Damascelli e Laricchia, gara lecita e il fatto non sussiste».

Analoga richiesta di assoluzione, perché il fatto non sussiste, o in subordine per non averlo commesso, è stata formulata dal legale con riferimento alla mancata assunzione di una persona considerata a lui vicina nella Trasmar, società che raccoglieva cartoni per conto di Amiu: «I fatti hanno dimostrato che il mio cliente (e non solo lui) tutto aveva fatto, tranne che raccomandare quella persona».

Quanto alla presunta concussione con gli ex indagati Lupo e Aletta, dipendenti della Sicurcenter, per l’assunzione di due persone in quella società, «la storia ci dice che non furono mai assunti – ha ricordato Sisto -. Anche questa contestazione non sussiste perché Lupo e Aletta sono stati già assolti dal Gup, ma in ogni caso non avevano poteri rappresentativi nell’azienda, bensì solo esecutivi».

Ultimo capo d’accusa, la presunta promessa di Damascelli ad una terza azienda di fare vincere la gara della vigilanza in cambio dell’assunzione di una persona a lui vicina. «Ma quell’azienda non vinse la gara, la gara fu regolare ed ogni circostanza su Damascelli è stata smentita. In altre parole – ha concluso Sisto – Il dibattimento ha oggettivamente smontato tutte le accuse a carico di Nicola Damascelli, che va assolto perché il fatto non sussiste. Solo in subordine può intervenire l’estinzione dei reati a lui ascritti per prescrizione».

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