«Sistema Trani», esposto di Di Marzio su presunti falsi nei verbali: chiesto il rinvio a giudizio del Pm Ruggiero

Il pubblico ministero presso il Tribunale di Lecce, Roberta Licci, ha chiesto il rinvio a giudizio del sostituto procuratore della repubblica Michele Ruggiero per l’ipotesi del reato di falso commesso nell’ambito del procedimento Sistema Trani.

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A denunciare il magistrato è stato l’ex vice sindaco, Giuseppe Di Marzio, che da Ruggero fu indagato ed arrestato alla fine del 2014. Il Gup di Lecce, Giulia Proto, ha fissato l’udienza in camera di consiglio per il prossimo 15 settembre. In quella data Di Marzio sarà a Lecce per costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento, difeso dall’avvocato Enrico Capurso.

Nel suo esposto Di Marzio punta a dimostrare come il verbale delle sommarie informazioni testimoniali rese durante le indagini preliminari dal consigliere comunale Beppe Corrado fosse difforme rispetto al contenuto effettivo dell’interrogatorio, emerso con il rilascio in udienza dei file audio contenenti le registrazioni di quelle Sit.

Si sarebbero così realizzate difformità ed omissioni che avrebbero determinato la decisione di Ruggiero di arrestare Di Marzio nell’assenza delle condizioni oggettive per farlo.

«Riportare i testi integrali dei verbali è il modo migliore – conclude Di Marzio nell’esposto – per cogliere le omissioni ed doloroso collage che hanno alterato il senso di quanto dichiarato dal teste».

Sempre di Marzio considera, commentando la notizia della fissazione dell’udienza preliminare, che «il dottor Ruggiero, nonostante i gravi fatti di reato a lui ascritti ed una condanna di secondo grado per ulteriori fatti similari, continua imperterrito ad esercitare la funzione di Pubblico ministero e non sente il dovere di dimettersi e sospendersi in attesa di fare luce sulle accuse che altri magistrati gli stanno rivolgendo. Accuse riguardanti reati rispetto ai quali – conclude Di Marzio – lo stesso potrebbe finanche arrivare a trincerarsi dietro quella stessa prescrizione cui io invece ho rinunciato per dimostrare la mia piena innocenza».

«Il falso – ha afferma Michele Ruggiero contattato dall’Ansa – è stato documentalmente sconfessato. Sono assolutamente sereno sulla correttezza e trasparenza della mia azione, come si dimostrerà al giudice. Sono solo (le denunce in mio danno) funzionali a influenzare il processo in corso a Trani e da me istruito: una inchiesta che la magistratura di Potenza ha già accertato essere stata osteggiata a vari livelli».

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