Sistema Trani, dichiarazioni spontanee di De Feudis: «Lecce sta indagando sugli interrogatori alla base di questo processo»

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«Lecce sta indagando sugli interrogatori di Trani e hanno sentito anche me». Così, durante l’udienza odierna, il funzionario comunale Sergio De Feudis. Ha professato l’estraneità ai fatti contestati ma, soprattutto, ha rivelato una circostanza che, così come riferita, porta quanto meno scompiglio in un processo già da tempo in corso.

Infatti, nell’udienza odierna del dibattimento “Sistema Trani”, sui fatti che tra 2014 e 2016 portarono all’azzeramento dell’amministrazione del sindaco Luigi Riserbato e successivi provvedimenti a carico di altri indagati, unificati al filone di partenza, proprio l’imputato più importante della seconda indagine, Sergio De Feudis, dipendente comunale dell’Ufficio ragioneria, ha rilasciato spontanee dichiarazioni.

E durante il suo intervento ha parlato di una possibile indagine, in corso di svolgimento presso la Procura di Lecce, sulle modalità degli interrogatori con cui fu istruita dal Pubblico ministero, Michele Ruggiero, l’indagine Sistema Trani.

De Feudis si è inoltre dichiarato vittima di un presunto sistema politico avverso, partito con la mancata nomina di un assessore della lista in cui fu eletta sua moglie, Anna Barresi, e culminato poi con le dichiarazioni rese dal sindaco, Amedeo Bottaro, durante gli interrogatori sul suo conto.

Su questo, nella stessa udienza, è stato ascoltato come teste proprio Bottaro, che invece ha a sua volta riferito di avere nominato come assessore alle finanze della sua prima giunta Angelo De Biase, poiché il suo intento era di iniziare il mandato con un esecutivo di tecnici denominato “delle competenze”.

La mancata nomina di Sergio De Feudis, o di qualunque altro referente di quel gruppo politico che lo aveva sostenuto durante la campagna elettorale, non era dunque dovuta a fatti personali, ma semplicemente alla necessità di avviare il percorso amministrativo in quella maniera.

Nella lunga udienza odierna è stata anche ascoltata Carmela Fiore, all’epoca presidente della cooperativa Un amico per Trani, cui la notifica (per un difetto di trasmissione della Procura) è stata consegnata nella giornata odierna tramite ufficiale di polizia giudiziaria.

Presentatasi in aula trafelata, ma senza tentennamenti, Fiore ha sostanzialmente confermato quanto già detto negli interrogatori in merito al fatto che De Feudis fosse, a suo dire, il presunto manovratore della cooperativa attraverso una forte influenza esercitata sui cinque dipendenti.

Il difensore di De Feudis, l’avvocato Claudio Papagno, ha controesaminato la Fiore cercando di fare emergere contraddizioni e lacune in merito a quanto riferito, soprattutto sulla base di bandi di gara, determinazioni dirigenziali e contratti richiamati in aula dal legale.

La prossima udienza è stata fissata per il 4 marzo, data nella quale saranno ascoltati nuovi testi nell’ambito del primo filone alla base del processo. Gli altri testi che si sarebbero dovuti ascoltare oggi, ma la cui escussione è stata rinviata per l’ora tarda, compariranno​ nell’udienza​ già fissata per il 15 aprile.