Sistema Trani, Cisotti in aula richiama il clima dell’epoca: «Tre incendi d’auto e quello alla sede della mia cooperativa»

Molte ore di domande e risposte per ricostruire una delle tante vicende alla base dell’inchiesta «Sistema Trani», che fra 2014 e 2016 portò a clamorose misure cautelari nella pubblica amministrazione segnando anticipatamente la fine dell’amministrazione del sindaco Luigi Riserbato.

Nell’udienza dell’altro pomeriggio del processo in corso presso il Tribunale di Trani il pubblico ministero, Marcello Catalano, ha ascoltato come testimone Corrado Cisotti, all’epoca dei fatti presidente della cooperativa Re Manfredi, con particolare riferimento al suo rapporto con i funzionari comunali del secondo filone dell’inchiesta, quello del 2016 unificato successivamente al primo.

Cisotti era stato già ascoltato per sommarie informazioni, durante le indagini, dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Michele Ruggiero, dalla Digos e dalla Guardia di finanza. L’udienza dell’altro ieri, dunque, è servita per cristallizzare, ove possibile, quanto da lui dichiarato in quelle sedi attraverso la deposizione in aula.

Non sempre le circostanze si sono sovrapposte, a conferma del fatto che, a distanza di anni, molte delle cose dichiarate durante le indagini possono avere assunto sfumature diverse con il trascorrere del tempo.

Ciò che però ha più impressionato è il fatto che Cisotti abbia rievocato in aula i tre incendi d’auto di cui fu vittima, sempre a breve distanza dalle sue escussioni per sommarie informazioni, oltre quello doloso del 16 settembre 2015 contro la sede della cooperativa in via Mario Pagano, segno di un clima pesante che si avvertiva intorno alle cooperative ed agli affidamenti più o meno periodici, ad alcune, da parte di Palazzo di città.

Cisotti ha anche fatto sapere di essere stato ascoltato dai carabinieri di Barletta nel 2019, nell’ambito di un’indagine sul presunto metodo poco ortodosso degli interrogatori condotti dal pubblico ministero Michele Ruggiero. La circostanza però, poiché successiva ai fatti oggetto di causa, è stata ritenuta dal presidente del Tribunale, Giulia Pavese, estranea alla stessa.

La prossima udienza si terrà il 6 maggio e prevederà, fra le altre, l’escussione del consigliere comunale, in carica e dell’epoca, Giuseppe Corrado.