Sistema Trani: chiesta l’assoluzione per Ruggiero e, per Di Marzio, «anche le scuse »

«L’ipotizzato comitato politico affaristico – 14 imputati fra amministratori, funzionari, dipendenti comunali ed altre figure – fondato sull’associazione per delinquere. non c’è più. Inchiesta e processo continuano a chiamarsi “Sistema Trani”, ma solo di nome e non di fatto per il progressivo sgretolamento dell’impianto accusatorio».   

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È quanto, a vario titolo, gli avvocati difensori degli imputati continuano a porre risalto durante le loro discussioni, giunte oltre il giro di boa dopo l’udienza fiume di ieri: otto ore di arringhe a cura di numerosi legali, a cominciare da Michele Laforgia in favore dell’ex amministratore unico di Amiu Antonello Ruggiero.

Secondo l’accusa, per i fatti del 2014 che costituiscono il primo filone del processo, avrebbe colpito politicamente il consigliere Beppe Corrado, che usciva dalla maggioranza, non riassumendo un suo elettore in una azienda che raccoglieva i cartoni per Amiu.

Per l’attuale Pm, Marcello Catalano, il reato va riqualificato come abuso d’ufficio, oggi non più punibile. Ma Laforgia, avendo Ruggiero rinunciato alla prescrizione, va oltre e ne chiede l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

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Il Pm ha chiesto l’assoluzione di Ruggiero ma ha confermato le accuse. Ha ipotizzato l’abuso d’ufficio – vecchia norma – ma con la nuova non è più imputabile. Ma questo mi costringe a prendere la parola analizzando obiettivamente atti e carte.

La prima riflessione è che nella requisitoria del Pm è correttamente scomparso il presunto Sistema Trani, vale a dire l’ipotizzato comitato politico affaristico fondato sull’associazione per delinquere. Tutto questo non c’è più.

Nel merito di Antonello Ruggiero, gli si contesta di non avere assunto quell’operaio per punire il dissidente Corrado. Ma la verità è che passarono mesi senza che alcuno si dolesse per la mancata assunzione nella Trasmar. La vicenda emerge solo ad ottobre 2013 perché viene emanato un secondo bando e la clausola sociale non c’è più.

Nel dibattimento emerge che l’operaio era stato assunto nella vecchia Rosa blu su indicazione di Corrado, ma lo stesso Corrado non fece pressioni per farlo assumere nella Trasmar e non volle farne un caso politico. Peraltro il secondo bando, con l’eliminazione della clausola sociale, fu impostato correttamente. Anzi, fu illegittimo il primo bando, tanto che le non riassunzioni furono più di una.

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Domenico Di Terlizzi difende il cliente e amico Giuseppe Di Marzio, vice sindaco nel 2014, a carico del quale il Pm sostiene l’accusa di una concussione consumata, in particolare avendo costretto il presidente Giachetti ad assumere una persona da lui indicata al fine del rinnovo degli affidamenti in favore della Vigilanza notturna: Di Marzio ha beneficiato di tre assoluzioni per altri capi, ma per la concussione la richiesta è 4 anni.

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Il coinvolgimento e l’arresto di Giuseppe Di Marzio sono casi di macelleria giudiziaria. Ce ne siamo accorti soprattutto ad ottobre 2019, quando siamo entrati in possesso delle fonoregistrazioni, profondamente diverse dai verbali sintetici posti alla base dell’inchiesta.

Ebbene, grazie agli audio fino a quel punto occultati, abbiamo visto tutti che i verbali riassuntivi erano non fedeli rispetto alla completezza delle dichiarazioni rese.

E poi ci sono le circostanze rimaste a lungo sconosciute perché omesse in quanto non funzionali all’impostazione accusatorio. Per esempio, i vertici della Sicurcenter hanno affermato di non avere avuto rapporti con la politica tranese, ma questo lo abbiamo saputo solo nel dibattimento.

Molti altri sono i casi simili, ed anche quelli in cui il Pm spaventa i testi ventilando arresti e persino mercanteggiando posizioni più morbide se avessero riferito le cose che voleva sentirsi dire.

Quanto alla richiesta di condanna di Di Marzio, gli si contesta di avere raccomandato l’assunzione di una persona nella Vigilanza notturna in cambio della promessa di aggiudicazione della gara. Ma tale imputazione già non si regge più in piedi perché il Sistema non c’è più.

Ma poi c’è la Sit di Corrado, da cui emerge la netta discordanza fra fonoregistrazione e verbale riassuntivo, che i fatti dimostrano essere non infedele, ma falso.

Musci dimissionario per avere fatto cose che non voleva fare? Erano questioni esclusivamente di carattere politico.

Quanto alla richiesta di condanna a 4 anni, per avere chiesto l’assunzione di una persona in cambio della permanenza della Vigilanza notturna, non c’è nulla che dimostri questo: solo tanta superficialità. La presunta concussione era solo una mirata suggestione accusatoria. Di Marzio non solo deve essere assolto, ma deve ricevere le scuse per essere andato ingiustamente in carcere e per il grave danno di immagine subìto.

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