Servillo a Trani: «Il mestiere dell’attore impone disciplina e studio. E ai giovani dico: fate delle rinunce»

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Si è conclusa con Toni Servillo la due giorni di cinema e teatro in villa Comunale. Di una cultura cinematografica e teatrale sopraffina, l’attore e regista italiano, accompagnato magistralmente da Fabrizio Corallo, ha percorso i momenti più salienti della sua carriera, dal teatro «che somiglia all’amore perché come l’amore non è fotogenico» fino al cinema.

Servillo inizia subito omaggiando Giovanni Macchia, critico letterario nato nella nostra città: «Trani è uno scenario magnifico che ho scoperto da ragazzo proprio grazie a Macchia. E sinceramente vedere una “sala aperta” così riscalda il cuore. Credo ci sia bisogno di iniziative come queste per essere vicini».

Guidato da Corallo, che ancora una volta si è dimostrato di una cultura cinematografica sconfinata, Servillo parla del nuovo film, “Qui rido io”, che uscirà, «il prima possibile», nelle sale: «Questo film, del regista Mario Martone, è dedicato alla figura del celebre commediografo Edoardo Scarpetta, un grande comico e drammaturgo, ma anche un uomo che nella vita privata riservava sorprese. Come cast c’è il meglio del teatro napoletano».

In attesa dell’uscita nelle sale cinematografiche del nuovo lavoro di Martone, Servillo sottolinea il ruolo importante del cinema italiano nel mondo: «Con le vittorie a Cannes, ma soprattutto con i premi Oscar abbiamo verificato di prima mano quanto credito abbiamo nel mondo come italiani. Sicuramente c’è una grande simpatia sul nome Italia».

Ed è nel 2008 che due film vinsero entrambi a Cannes: “Il Divo” di Paolo Sorrentino e “Gomorra” di Matteo Garrone: «Il primo porta in scena il personaggio di Andreotti, pieno di contraddizioni, documentazione e incoscienza». Gomorra, invece, come ha detto il regista Corallo, ha aperto la strada del cinema italiano a livello internazionale: «Finito il film – ha detto Servillo – sono rimasto davvero a bocca aperta. Per me Gomorra è un capolavoro, di una potenza visiva incredibile, perché racconta certi argomenti come fosse un cronista di guerra con un linguaggio personale e la freddezza di un documentario. Questo film rimane nella storia del cinema».

Un film dove Servillo ha interpretato un altro personaggio “scomodo” è “Loro” di Sorrentino: qui l’attore interpreta Silvio Berlusconi: «Lo sguardo di Sorrentino è diverso, ma non fa un passo indietro rispetto alle problematicità del personaggio».

Servillo non manca, infine, di dare un monito ai giovani: «Questo mestiere impone disciplina, studio e rinunce. L’attore è un poeta: attraverso la sua recitazione ci offre una lettura del mondo. Noi suoniamo noi stessi».

Al termine della serata, è stato conferito un premio all’assessore alla cultura di Trani, Felice Di Lernia.

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