Scuola D’Annunzio, a lezione di legalità e giustizia con don Luigi Ciotti

Tanta emozione ed una forza incredibile nelle parole di Don Luigi Ciotti che con generosità si è messo a disposizione delle bambine e dei bambini della classe 4^ B della scuola D’Annunzio e delle loro insegnanti Barbara Carpentieri e Maria Di Bisceglie durante l’incontro svoltosi martedì 8 giugno da remoto.

Un momento fortemente desiderato per parlare di Legalità e Giustizia con l’intervento di Francesca La Mantia, scrittrice e regista ed Antonella Pagone attivista dell’Associazione “Libera” Presidio di Trani. Una lezione di vita per dire che tutti possiamo essere parte attiva del cambiamento, ognuno col suo contributo, anche piccolo, per sottolineare che le piccole cose fanno cose grandi e che occuparsi del benessere degli altri è il modo più bello per occuparsi anche di se stessi. Parla dell’importanza delle parole il fondatore del Gruppo Abele e di Libera, perché con le parole si può costruire ma anche dividere ed umiliare, e di qui la necessità di “bonificare le parole”.

A Domenico che chiede come sia nata l’idea di fondare Libera, con generosità Don Luigi risponde che spesso nella vita ci sono dei piccoli segnali che orientano le scelte. Due mesi prima della strage di Capaci ricorda che era a Gorizia su invito della Polizia di Stato per intervenire ad un incontro e lì conobbe Giovanni Falcone. Al termine di quella giornata entrambi si lasciarono con la promessa di un appuntamento per un caffè, promessa disattesa per motivi che ben conosciamo. Quel sabato 23 maggio Don Luigi si trovava in Sicilia come anche cinquantasette giorni dopo, quando ci fu la strage di via D’Amelio. Piccoli segnali che lo hanno spinto a dimostrare in concreto la stima e l’affetto per la gente siciliana, per non lasciarla sola.

Oggi Libera ha presidi al Sud come al Nord, in Europa e persino in Africa, per unire, mettere insieme Scuola, Università, Chiesa e cittadini che vogliono unirsi per far emergere le cose belle e positive che ci sono al mondo. Insomma, un progetto nato dalla morte ma per essere più vivi che mai. A chi che gli chiede se la partita contro la mafia sarà mai vinta, Don Luigi risponde che purtroppo l’Italia va verso la normalizzazione: per molti oggi la mafia è solo uno dei tanti problemi. Il fatto che si spari meno non vuol dire che le mafie siano sparite, anzi, le mafie agiscono sottotraccia e continuano a fare i loro affari, le mafie oggi sono più forti di prima poiché hanno cambiato volto, usano la tecnologia, si occupano di alta finanza. E poi ricorda il grande esempio rappresentato da Rosario Livatino la cui vita è sempre stata guidata dal Vangelo e dalla Costituzione per amore della Giustizia.

La Giustizia sociale deve diventare anche per noi tutti l’ obiettivo da perseguire e la Legalità ne costituisce lo strumento attraverso il quale raggiungerla, tutti i giorni, ognuno nel suo piccolo, col rispetto delle regole con l’aiutare l’altro, anche il compagno più bisognoso,per esempio. Alle bambine ed ai bambini consegna tre parole: continuità, condivisione e responsabilità e dice che la
conoscenza è la via maestra per il cambiamento, pertanto è fondamentale il ruolo della Scuola, ma anche delle Arti, del Teatro,del Cinema, dello Sport per aggregarci e combattere la povertà educativa.

E Francesca La Mantia, dialogando con i piccoli, ha messo in evidenza l’importanza dell’amicizia per creare una rete di solidarietà ed aiutarsi a vicenda, poiché il male si insinua nelle maglie dell’isolamento. Pietro, il protagonista del suo ultimo libro “La mia corsa” riesce a mettersi sulla strada giusta proprio grazie all’incontro di veri amici. Un incontro ricco di emozioni, di autenticità, sincerità e generosità che ha trasmesso alle bambine ed ai bambini un importante messaggio: essere “grandi” non è un fatto esclusivamente anagrafico, bisogna esserlo prima di tutto dentro.