Parco della Costituzione, la proposta ufficiale del Giornale di Trani

Nonostante siano trascorsi quasi 77 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, formalmente promulgata il 27 dicembre 1947, prendiamo atto del fatto che Trani sia l’unica città capoluogo di provincia nella Bat a non avere un toponimo dedicato alla Costituzione.

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Il processo che porta alla formazione dell’Assemblea costituente ed alla stesura della Costituzione prende forma già durante gli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale, con le prime esperienze di governo democratico nei territori liberati e le elaborazioni di programmi politici, economici e sociali.

È nella fase cruciale della Resistenza al nazifascismo che si costituisce il terreno d’incontro fra correnti politiche e culture diverse che condividono il valore fondante della libertà e della democrazia.

In questo contesto si forma quello spirito di collaborazione, imperniato sul dialogo e la mediazione, che risulterà decisivo per superare divergenze e contrasti e giungere al termine del percorso.

I lavori della Costituente si aprono il 25 giugno 1946: l’Assemblea, eletta da milioni d’italiani e italiane, ha il compito di scrivere – non senza difficoltà, come nel caso dell’articolo 7 (Patti lateranensi e Concordato) – una nuova Costituzione per la neonata Repubblica.

La Costituzione diventa il frutto di un equilibrato compromesso tra le principali forze politiche che conobbe anche momenti difficili. Il 22 dicembre 1947, con 453 voti favorevoli e 62 contrari, dopo 170 sedute, l’Assemblea costituente approva la Costituzione repubblicana, che entra in vigore il 1mo gennaio 1948.

Paradossalmente, per colmare questa storica lacuna tutta tranese, si potrebbe cambiare il nome a corso Vittorio Emanuele, ma questo significherebbe tranciare un pezzo di storia consolidato ed esporsi a critiche, peraltro condivisibili, di chi ritiene che la storia vada rispettata anche attraverso la conservazione dei toponimi.

È il motivo per cui a Trani, per esempio, esistono ancora via Jugoslavia e via Cecoslovacchia, mentre la proposta di cancellare viale Russia dopo l’attacco all’Ucraina si è smorzata nel giro di qualche post e commento sui social.

Ma alla Costituzione non si può continuare a voltare le spalle ed allora, non essendoci molte alternative fra strade e piazze, si potrebbe pensare ad un parco, magari proprio alla grande villa comunale sul mare che verrà al posto dell’ex distilleria Angelini, si cui è si è avviata la demolizione.

Inquadrata in questa prospettiva «Parco della Costituzione», pensando alla sua estensione ed alla vicinanza con Castello, Cattedrale ed Uffici giudiziari, appare una proposta fondata.

La Costituzione è il cuore della nostra democrazia e su essa si fonda quella libertà che permette, fra le altre cose, a noi di scrivere e ai lettori di leggere e commentare.

E non avere qualcosa che la ricordi sul territorio comunale, in maniera forte e perenne, è una mancanza inspiegabile e finanche grave che non è da Trani, città culla di storia, diritto e civiltà che la Costituzione sarebbe dovuta andare dal primo istante a braccetto.

A corredo, la proposta del Giornale di Trani all’indirizzo del Comune di Trani, ufficialmente protocollata il 25 gennaio 2023.

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