Rubriche storiche, questa settimana via Elena Comneno e 50° anniversario dall’eccidio delle sorelle Renda

«Tra strade e storie, pillole di tranesità» e «Un giorno, un anno: almanacco di Trani», sono le rubriche settimanali a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti, format in esclusiva su Radio Bombo e sulle pagine del Giornale di Trani. Potrete ascoltarle sul nostro PODCAST attraverso il sito www.ilgiornaleditrani.net

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 “TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA”

“…Via Elena Comneno costeggia il Palazzo dell’A.M.E. T, edificato tra il 1909 ed il 1912…”

VIA ELENA COMNENO

COLLOCAZIONE: tratto comunale da Piazzale Luigi Chiarelli a Via Mosè da Trani. Già Via Canneto, perché derivante dal toponimo “locus carniti”, sino agli anni ’40 zona selvatica confinante col mare.

Elena Comneno, figlia di Michele Despota sovrano dell’Epiro, in secondo matrimonio sposa Re Manfredi, figlio di Federico II di Svevia. Le nozze avvengono il 2 giugno del 1259. Da questa unione nascono quattro figli: Beatrice, Enrico, Federico e Azzolino. Manfredi è ucciso in battaglia a Benevento il 28 febbraio del 1266. La vedova è costretta ad essere imprigionata, così morendo nel 1271 in quel di Nocera.

ANEDDOTI

  • RICORDI DI ELENA: stando alle cronache di un Anonimo tranese, si evince che il 6 marzo 1266, le truppe di Carlo I d’Angiò prelevano dal Castello Svevo tre figli di Manfredi. Elena, assieme a sua figlia Beatrice, rimane tra le mura federiciane tranesi. In seguito, Re Carlo d’Angiò, più volte richiede al Giustiziero di Terra di Bari, di incontrare Elena per un colloquio privato. Elena “degli angeli” (per la sua bellezza), con fare orgoglioso, preferisce la perdita della libertà piuttosto che un compromesso basato sulla cessione dei diritti sulle terre d’Oriente o addirittura essere accondiscendente di un matrimonio con Don Arrigo di Castiglia. Spedita a Nocera, li vi muore;
  • RIEVOCAZIONE: dal 2005 in Trani si svolge una vera e propria rievocazione storica. Il via lo ha dato l’Associazione “Trani Tradizioni” che, con zelo e cura, mantiene vivo un momento tanto atteso dell’estate tranese. Infatti, durante le prima decade di agosto, molti tranesi e non inscenano il famoso “Matrimonio di Re Manfredi”, creando suggestione tra i concittadini e turisti che risiedono in città durante la stagione estiva;
  • A.M.E.T.: lungo via Comneno vi è l’accesso posteriore dell’Azienda Elettrica Trani, municipalizzata nel 1908. Originariamente questa è un’impresa privata di proprietà di Antonio e Pasquale Barone a cui, nel 1891, il comune di Trani concede l’appalto della luce elettrica della città. Nel 1964 è aggiunto il servizio trasporto tramite bus-circolari; nel ’79 sono collocati gli imponenti e artistici lampioni lungo le vie del centro storico.

BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Giusto
– “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, p. 56;
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, anno XXVIII, N.3, luglio-settembre 1986, pp. 5-7
Claudio Angelini – “La Luce di Trani, 1991, “Una notte a Trani”.                                                                                                                                                               

“UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”

“…il 15 maggio 1974, durante un piovoso pomeriggio, vengono barbaramente uccise due sorelline: Teresa e Lucia Renda…”

50° DALL’ECCIDIO DELLE S.LLE RENDA

  • STORICO

La famiglia Renda, residente in Largo Giacinto Francia n. 16, è formata da quattro componenti: Raffale, Angela Rocchitelli e le due figlie, Teresa e Lucia (rispettivamente di tre e due anni). Il padre di famiglia è un ambulante, la mamma, invece, è una casalinga e spesse volte, lui, è fuori Trani per esigenze lavorative.

Nella giornata di mercoledì 15 maggio del ’74, Angela si reca in terrazza per raccogliere il bucato. Le bimbe, come spesso accade, si trovano presso la vicina casa della Fam. Vitanostra, dove vi abitano Vincenzo ed il suo papà.

Terminate le faccende domestiche, la sig.ra Renda apprende della sparizione delle due bimbe. Così, dopo alcune ricerche presso l’abitazione limitrofa e cercando nelle case dei propri familiari, è dato allarme ai Carabinieri.

Immediatamente accorrono sul posto il Cap. Vadrucci, il Mar. Venditti ed il Brig. Cicciolla. A seguito di insistenti e vani richiami presso casa Vitanostra, per poter eseguire un sopralluogo di controllo, si rivela risolutivo l’arrivo di Luigi, il capo famiglia.

Così, accedendo tutti presso la casa, viene alla scoperta Vincenzo, nascosto in un armadio. Questi, sin da subito si dichiara ignaro dei fatti. E successivamente, il Mar. Venditti, è protagonista della macabra scoperta: in un sacco di iuta sono rinvenuti i corpi senza vita delle piccole. Si scopre che, preso da un raptus, Vincenzo ha compiuto il terribile gesto.

ANEDDOTI

Slancio economico-sociale. Dall’evento legato all’uccisione delle due piccole è scaturita nel quartiere, così definito “di Via Andria”, la voglia di rifarsi. Così, proprio in quell’anno, viene inaugurata la nuova chiesa degli Angeli Custodi che, attraverso gli indimenticabili parroci Ragno e Giannotti, diventa un faro di speranza. Inoltre, con la costruzione di nuove scuole (Bovio, de Bello, Giovanni XXIII) si da in quella zona un rilancio culturale. Finalmente il quartiere inizia ad integrarsi in una città che, sino a quell’evento, vedeva di mal’occhio una zona che, in fin dei conti, ha sempre avuto sete di sapere culturale e desiderio di integrazione sociale.

  1. Reazioni e sprono. A seguito del tragico avvenimento, durante le esequie del 17 maggio, alla presenza del Sindaco Baldassarre e dell’Arcivescovo Carata, la città è completamente riversata alla sequela delle due bare bianche. È un corteo umano, composto per la maggior parte da gente che vuole fare di quel barbaro gesto motivo di riscatto e ripartenza.

BIBLIOGRAFIA

Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, anno XVI, maggio-giugno 1974, pp. 11-14.

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