«Qual è il prezzo della dignità?»: 3 euro all’ora per 12 ore di lavoro. Le proposte (assurde) per gli stagionali

Qual è il prezzo della dignità? “Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a se stesso: tutelare, difendere la propria d.; abbassare la propria d.” Esattamente quest’ultima espressione del Treccani racchiude la richiesta della maggior parte degli imprenditori alla ricerca di personale per la stagione estiva che ormai è alle porte.

A scrivere è una vostra concittadina, che ne faceva del turismo uno stile di vita, e per questo è sempre stata fuori Trani per poter crescere personalmente e professionalmente. Prima riportata in patria dal Covid-19, poi rientrata dall’ennesima stagione
estiva fuori Puglia, da Ottobre è finalmente nella sua città natale. A causa del periodo critico in cui il turismo si trovava ha deciso di cambiare rotta verso una realtà aziendale, ma il suo compagno, venuto dal Nord per seguire l’amore, si ritrova a fare i conti con la sua dignità.

Le proposte ricevute per una posizione di lavoro, stagionale sì, ma che implica responsabilità civili e penali, sfiorano l’inverosimile: 3 € l’ora per una giornata lavorativa che oscilla tra le 10 e le 12 ore e le proposte più assurde non prevedono neanche il giorno di riposo. Eppure è lo stesso lavoro svolto al Nord, che secondo la legge dovrebbe essere pagato almeno 7.50 € all’ora, la stessa legge che non fa differenze regionali. Allora cosa porta a una tale differenza di paga, di ore ma soprattutto di dignità?

Voi, cari imprenditori, spero possiate leggere e riflettere che un giorno queste stesse “offerte” verranno fatte ai vostri figli, che diventeranno schiavi, schiavi di questa società malata che voi stessi state costruendo. Spero che abbiate bisogno di loro, ma loro saranno andati lontani, nel fatidico Nord, o addirittura all’estero, in cerca di qualcosa che la vostra mentalità ottusa non ha potuto offrirli.

Siete da denuncia, che non servirebbe perché ci sarà sempre qualcuno disposto ad accettare la vostra assurda legge, e così il divario tra Nord e Sud sarà sempre più grande e sempre più irreversibile, così come quello tra Italia ed Estero. Vorrei solo ricordare ai “cari” imprenditori che la dignità non ha prezzo e “il rispetto che per tale condizione gli è dovuto” e ai miei amici, colleghi,
concittadini, che è una nobiltà morale “ch’egli deve a sé stesso”.

Una Tranese adirata.

Lettera firmata