Processo di Lecce agli ex giudici di Trani, teste ritratta versione e fornisce assist a Nardi. Ed il legale torna chiederne i domiciliari

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Nell’ultima udienza del processo in corso a Lecce, esibendo davanti ai giudici il Rolex in oro rosa Daytona che l’imprenditore Flavio D’Introno asserisce di aver usato per corrompere l’ex pm di Trani Michele Nardi, una donna ha detto: «D’Introno mi disse: "Se vai dai carabinieri e ti chiedono del Rolex d’oro non dire che te l’ho regalato io, ma che l’avevo comprato per regalarlo a Nardi».

A rivelare questo particolare è stata, appunto, uno dei testi dell’accusa, una donna che afferma di avere avuto una lunga relazione sentimentale con D’Introno e che, a sorpresa, ha mostrato il prezioso orologio, del valore di circa 30mila euro, dicendo che era stato acquistato per lei.

Di fatto, dunque, la teste ha ritrattato in aula fornendo una versione favorevole all’imputato, il cui legale è tornato a chiedere l’attenuazione della misura cautelare nei suoi confronti, dal carcere di Matera (dove è ristretto da un anno e mezzo) ai domiciliari.

Nardi è stato arrestato nel gennaio 2019 con il collega ex pm tranese Antonio Savasta (quest’ultimo a giudizio con rito abbreviato) ed altri: sono accusati di avere pilotato inchieste e garantito esiti processuali favorevoli in cambio di ingenti somme di danaro e gioielli.

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