Pressioni durante gli interrogatori a Trani, le motivazioni del dimezzamento della pena dei Pm Ruggiero e Pesce

Sono state recentemente pubblicate le motivazioni della sentenza, dello scorso 18 giugno 2021, con cui la Sezione unica penale della Corte d’Appello di Lecce, ha riformato la sentenza già emanata dal Tribunale del capoluogo salentino il 14 novembre 2019, appellata dagli imputati.

Come già riferito, i giudici di secondo grado hanno dimezzato la pena degli ex pubblici ministeri del Tribunale di Trani, Michele Ruggiero e Alessandro Pesce riducendola rispettivamente a 6 mesi e 4 mesi di reclusione.

La Corte d’Appello ha confermato nel resto la sentenza impugnata e condannato gli imputati al pagamento delle spese del secondo grado di giudizio in favore delle parti civili.

I fatti risalgono a ottobre 2015 quando, secondo la ricostruzione della pubblica accusa, durante un interrogatorio dell’inchiesta Sistema Trani, di cui Ruggiero era titolare, «abusando dei poteri e con violazione dei doveri inerenti la loro qualità di magistrati del Pubblico ministero, Ruggiero e Pesce ponevano in essere atti idonei diretti, in modo non equivoco, a costringere con modalità intimidatorie e violenze verbali Roberto Scarcella, legale rappresentante della Italtraff, chiamato a rendere sommarie informazioni quale persona informata sui fatti nell’ambito di procedimenti collegati, rispettivamente loro assegnati, ad accusare se stesso ed altri di rapporti illeciti con il comandante uscente della Polizia municipale di Trani, Antonio Modugno, in relazione ad appalti per la fornitura di apparecchiature elettroniche per la rilevazione di infrazioni al Codice della strada, denominate Photored, commercializzate dalla Italtraff».

I due Pm hanno sempre spiegato di avere solo informato i testimoni circa le conseguenze penali cui sarebbero andati incontro se avessero rilasciato false dichiarazioni.

Per la Corte d’Appello di Lecce, tuttavia, «il chiaro il comportamento dei Pm tranesi appare finalizzato non ad accertare la verità, il che, nel caso di fondatezza dell’ipotesi di corruzione, avrebbe importato la punizione di tutti i protagonisti della vicenda, ma unicamente raccogliere elementi di prova nei confronti del Modugno. E ciò è confermato dalla circostanza che non risulta che i tre dichiaranti (Scarcella più altri due, ndr) siano mai stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito del procedimento principale».

Il dimezzamento della pena si deve alla «diminuzione per il tentativo», cioè al fatto che la violenza privata sia stata solo tentata e non consumata.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui