Pioggia di avvisi agli evasori della Tari: il Comune di Trani può recuperare fino a 800.000 euro

Quasi 800.000 euro di Tari non pagata per omessa e/o infedele denuncia con riferimento al quinquennio compreso fra 2017 e 2021. Per l’Area economica finanziaria e il Comune di Trani si tratta di un risultato storico nel campo della lotta all’evasione, e che giunge innanzi tutto grazie al rafforzamento dell’Ufficio tributi che a sua volta, per effetto dei concorsi recentemente banditi ed espletati, ha potenziato il suo organico e svolge il servizio di accertamento completamente con risorse proprie, senza più fare ricorso a soggetti terzi.

pubblicità

Ebbene, il numero di avvisi emessi è 363, che sono gli utenti non risultati in regola con la Tari non avendola mai pagata o avendola pagata soltanto in parte, oppure rilasciato dichiarazioni mendaci. L’imposta accettata si avvicina ai 400.000 euro, ma con le sanzioni previste raddoppia fino a 798.000, comprensivi di interessi di oltre 5.000.

Peraltro, la somma accertata potrebbe essere compresa in una forbice fra il massimale degli 800.000 euro già citati ed i 533.000 che sarebbero, invece, la somma minima se tutti pagassero il tributo mettendosi in regola entro i 60 giorni dalla notifica dell’atto: in quel caso la sanzione si ridurrebbe a 132.000 euro e di conseguenza cambierebbe l’importo finale, scendendo fino a 533.000 euro.

Anche in questo caso, però, si tratterebbe di un risultato dall’impatto fortemente positivo sulle casse comunali «che – fa sapere l’assessore alle finanze, Luca Lignola, sarà reinvestito sempre nell’ambito della Tari 2023, per fare in modo che non solo la tariffa non aumenti nonostante il crescente costo delle materie prime ma, se vi sarà la possibilità, si riduca ancora un po’, come la città da tempo ci chiede».

Ma come si è arrivati a determinare queste somme così ingenti? La risposta è riassumibile in due parole: raccolta differenziata. Infatti, proprio grazie allo start-up del porta a porta, i facilitatori ambientali temporaneamente assunti da Amiu in quanto incaricati di distribuire i mastelli in tutte le abitazioni, piccole o grandi che fossero, nel momento della loro consegna raccoglievano i dati dell’utente che li riceveva e così l’Ufficio tributi, attraverso un certosino lavoro di incrocio con quelli di Amiu, ha potuto aggiornare la sua banca dati ed accertare che, almeno per il momento, 363 utenze erano in qualche modo sconosciute.

Secondo quanto si apprende, si tratta per la maggior parte di titolari di uffici e studi professionali, nonché proprietari di seconde case. Soprattutto in quest’ultimo caso si tratta proprio di tutti quei luoghi periferici della città in cui, neanche a farlo apposta, si determinavano cumuli di rifiuti sul ciglio delle strade e autentiche discariche a cielo aperto provocate da chi, sapendo di non essere in regola, evitava di entrare in qualche modo in contatto con gli operatori del servizio.

Altri invece più furbescamente, per tutto questo tempo si recavano alle isole ecologiche mobili consegnando i rifiuti agli operatori, certi del fatto che in questo modo l’avrebbero fatta franca. In realtà tale comportamento potrebbe ancora oggi premiare i furbetti dell’immondizia, ma a breve anche ciò non sarà più possibile.

Infatti, quando si passerà finalmente alla tanto agognata tariffazione puntuale, che permetterà agli utenti di pagare la Tari in base al volume dei rifiuti prodotti, nonché avere ciascuno un codice a barre per il conferimento dei propri, anche alle isole ecologiche sarà impossibile sottrarsi al controllo automatico delle proprie buste.

I benefici della raccolta differenziata, dunque non sono soltanto di carattere ambientale, con una città in cui sono scomparsi i cassonetti del tal quale sebbene vi siano ancora troppe postazioni impattanti e rifiuti mal riposti: ci sono anche le positive ricadute economiche, grazie all’azione di grande efficacia messa in atto dall’Ufficio tributi.

Non da ultimo, quanto si sta compiendo a Palazzo di città rientra anche fra gli impegni che il Comune di Trani aveva assunto in risposta alle osservazioni e censure formulate dalla Corte dei Conti nell’ultima delibera relativa all’analisi dell’andamento della gestione finanziaria dell’ente: fra le più vive raccomandazioni che i giudici contabili avevano espresso all’indirizzo del Comune di Trani vi era proprio quella di incrementare la lotta all’evasione utilizzando tutti gli strumenti possibili, per sgretolare così la platea degli sconosciuti all’Ufficio tributi.

Quanto a breve si materializzerà con la notifica degli accertamenti a tutti gli indirizzi dei 363 evasori, parziali o totali, sembra la risposta più concreta ed efficace possibile che si potesse dare.

pubblicità

2 Commenti

  1. praticamente siamo in pochi o quasi ad essere in regola con il pagamento della TARI? e così avviene per l’AMET? insomma c’è qualcuno che a Trani si occupa almeno saltuariamente di dare un’occhiata ogni tanto ai conti pubblici? assessore Lignola diamoci da fare basta con i soliti furbetti….solo i meno abbienti hanno diritto agli sconti ed esenzioni

  2. chiedo alla cortese redazione di controllare in vari periodi l’operato degli uffici comunali circa il recupero delle somme dovute dai furbetti- grazie

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.