Passaggio di Befano a “Bottaro sindaco”, la replica del consigliere: «Il documento firmato vale quando fa comodo»

Riceviamo e pubblichiamo la replica del consigliere comunale Antonio Befano in merito al nostro articolo pubblicato ieri mattina.

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In riferimento all’articolo pubblicato questa mattina (ieri per chi legge, ndr) dalla vostra testata giornalistica, vorrei specificare alcuni passaggi. Il mio passaggio al gruppo “Bottaro sindaco”, passaggio che sarebbe precluso da un documento firmato prima della campagna elettorale, si è già concretizzato e non esiste nessun documento che preclude e vieti questo passaggio. Le motivazioni del mio passaggio non sono frutto di un capriccio o di una cambio di bandiera radicale.

È facile recuperare i video e gli articoli di chi buttava fango sull’amministrazione Bottaro ed oggi è stato eletto nella sua coalizione cambiando radicalmente casacca: come ho sempre affermato in campagna elettorale, la mia candidatura a sostegno di Bottaro è frutto di una condivisone di molte idee e progetti del sindaco Bottaro. Non una scelta radicale di adesione ad un area politica di sinistra. Le divergenze politiche (voto sulle linee programmatiche) dal collega eletto nella lista della quale sono promotore (lì si che c’è la mia firma sui verbali) e il successivo disconoscimento da parte del capogruppo del mio ruolo, mi hanno portato naturalmente ad aderire ad un altro gruppo il più possibile in linea con l’idea di lista civica, in un percorso sovrapponibile a quello elettorale.

Nell’articolo pubblicato è stato ripreso un post il cui contenuto sembra scritto sotto dettatura da “qualcuno” nel tentativo di turbare il mio percorso. La stampa quando vorrà potrà richiedermi le decine di richieste di adesioni di tutti i gruppi di maggioranza ed opposizione formulatemi all’indomani della scelta di rendermi indipendente. Molti sono gli stessi che oggi con atteggiamenti da statisti, in virtù dei patti pre-elettorali (quando vogliono loro ci sono i patti), che questo passaggio non sia possibile.

Le regole e i principi di questo documento, che le segreterie avrebbero firmato, ha validità solo in alcuni sensi, a seconda di chi lo “serve” sul tavolo della dialettica politica, vale a fasi alterne, vale quando fa comodo. Vorrei concludere questa parentesi, che mi rendo conto poco interessa ai cittadini, ma sento il dovere di fare chiarezza, con un auspicio: con la stessa frenesia, oserei dire anche “eccitamento”, con cui alcuni consiglieri e gli adepti della politica si stanno sbizzarrendo a commentare questo mio chiaro passaggio, vorrei che questi signori iniziassero a formulare idee e progetti per Trani. Sono sicuro che da domani tutti questi soggetti politici (pseudo e para politici) saranno concentrati a produrre atti di indirizzo, mozioni, interpellanze per scuotere la politica cittadina…. Peccato non aver sentito un pensiero o una riflessione o un parere su alcune idee che ho messo in campo come il piano di recupero del centro storico. Ho scoperto che in politica se l’idea buona è di un altro quest’ultima per magia diventa non buona. E allo stesso modo “se passi con me fai il salto di qualità, se non passi con me spostarsi in un gruppo diverso non si può fare”.

Credo che la politica di Trani per certi versi abbia abbassato troppo il livello. La cosa che più mi rammarica è una, cioè lo scontro, frutto solo della necessità di protagonismo fine a se stesso, dei giovani e delle nuove “leve” della politica tranese. Dovremmo fare tutti qualche passo in avanti per rialzare l’asticella. Io e tutti.