Papa Giovanni XXIII, chiuso il contatore dell’acqua ed oggi iniziano le indagini diagnostiche

Meglio tardi che mai. Il Comune di Trani ha infatti chiuso, con il versamento di 71 euro, il contratto con Acquedotto pugliese per la fornitura del servizio idrico presso la scuola elementare Papa Giovanni XXIII.

Il motivo della risoluzione contrattuale è legato al fatto che Palazzo di Città continuava a pagare utenze per consumi di acqua, nonostante la scuola sia chiusa dal 9 marzo 2019 per pericolo di crollo.

Nel frattempo però la casa del custode della stessa, dopo quella data e per lungo tempo, è stata abusivamente occupata.

A sollevare il problema era stata Maria Grazia Cinquepalmi, ex consigliere comunale, facendo sapere che il Comune aveva liquidato mediamente ad Aqp, dal 2019 ad oggi, somme bimestrali fra i 2500 e i 2700 euro per consumo d’acqua in quel compendio immobiliare.

I consumi erano legati non soltanto all’utilizzo idrico da parte degli occupanti abusivi della casa del custode, ma anche a perdite idriche continue a seguito dello sventramento della scuola avvenuto durante tutto questo tempo, e del quale soltanto pochi mesi fa si è avuta contezza con la diffusione di foto: in alcune appariva evidente l’allagamento dei pavimenti, dovuto proprio alle perdite idriche diffuse.

Nel frattempo il Comune ha affidato due incarichi di progettazione, diversi fra loro, per conoscere che tipo di lavori realizzare e se questi dovranno essere di consolidamento dell’edificio esistente, ovvero demolizione e ricostruzione per realizzare una “nuova” Papa Giovanni. Oggi iniziano le indagini diagnostiche.