Ordinamenta et Consetudo Maris: fastidio o prestigio? L’intervento di Antonio Piscopello

Ho letto con stupore e rammarico la nuova location delle 5 tavole degli Statuti Marittimi. Premetto che il mio intervento epistolare non vuole essere un atto di arroganza o presunzione, ma una semplice riflessione, come cittadino innamorato della propria città. In effetti a giudicare dai continui spostamenti, sembra che le succitate 5 tavole siano più un fastidio che un prestigio, per la nostra Trani.

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Prima piazza Longobardi, poi abbandonate presso la scuola Petronelli, successivamente allocate e rimosse dalla rotatoria di Via Annibale M. di Francia ed infine depositate presso il Monastero di Colonna. Aggiungere altro a questo lungo girovagare, della significativa opera del sig. Lomuscio, mi sembra superfluo. Francamente anche questa ultima decisione, di allocare le “5 tavole” in piazzetta Marechiaro, a mio modesto
parere, sembra fuori luogo e avventata. Capisco che in tanti hanno o avranno idee diverse e da parte mia massimo rispetto per chi ha deciso in tal senso; ma non mi posso esimere dal dare dei suggerimenti da semplice cittadino.

La piazzetta Marechiaro non è un luogo di passeggio, non è un luogo da movida e non è un luogo centrale o frequentato; quindi gli Ordinamenta Maris, verrebbero abbandonati in questa piazzetta, dove pochi o nessuno presterebbe la propria attenzione. Tra l’altro essendo un luogo periferico e poco frequentato, soprattutto nei mesi invernali e non solo, sarebbe alto il rischio di atti di bullismo e/o vandalismo, con conseguenti danneggiamenti delle stesse tavole. Io penso che il loro posto naturale, fosse proprio Via Statuti Marittimi (lo suggerisce anche il nome), cioè il porto, perché è un luogo molto frequentato da turisti, forestieri e dagli stessi tranesi. Un luogo dove tutto l’anno c’è movida, passeggio e ben si sposerebbe col nostro porto, a richiamo delle stesse leggi marinare emanate nella nostra città, dal Conte normanno Pietro di Trani.

Penso che sul porto, chiunque possa fermarsi tranquillamente per leggerle e apprezzarle e soprattutto in questo periodo dove i social la fanno da padrone, sarebbero innumerevoli i turisti e non, a farsi un selfie, davanti le tavole con lo sfondo del nostro porto turistico; sarebbe inconsciamente e gratuitamente un ritorno d’immagine e propaganda per la nostra città. Inoltre mettendole sul porto daremmo più prestigio e visibilità a questo evento storico per la città di Trani. Inoltre suggerirei anche, a completamento di queste mie osservazioni, lo spostamento del monumento degli stessi Statuti Marittimi, il bassorilievo in bronzo, opera di Antonio Bibbò e Vito Stifano, presente in un angolo defilato e buio di Piazza Quercia e quindi alla mercè di bulli, come già accaduto in passato. Invece allocandolo insieme alle 5 tavole sul porto, anche questo monumento, acquisterebbe la sua rilevanza storica.

Praticamente avremmo sul porto, un piccolo museo aperto a tutti i visitatori della nostra città, dando la massima risonanza e pubblicità a queste leggi marinare risalenti al 1063, che non va dimenticato, rappresentano il più antico codice marittimo del mediterraneo e che sta ad indicare il grado di civiltà della nostra Trani, fin dal Medioevo. Inoltre considerando l’importanza, ancora attuale dell’Ordinamenta Maris, andrebbe dato maggior risalto a livello nazionale e perché no, anche a livello internazionale, con conferenze, dibattiti, manifestazioni.

Non ultima, sarebbe bello rievocare con cadenze biennali o quinquennali, il “Palio dei Quartieri”, cioè una regata storica nel porto, tra gli equipaggi delle Confraternite storiche della città, come già avvenuto nel 2013. Una ulteriore occasione di promozione storica, culturale e turistica, per la nostra città. Concludo sperando che questo mio articolo venga preso in considerazione e ponga le basi per una attenta
riflessione sull’argomento, aprendo magari un dibattito civile e democratico, tra associazioni, semplici cittadini, rappresentanti politici e Amministrazione Comunale.

Antonio Piscopello

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1 commento

  1. esimio amico tranese Piscopello- alla notizia dell’ennesimo trasloco dell’opera del maestro Lomuscio mi si stringe non solo il cuore ma tutta l’anima.- NON siamo più degni di avere tra noi memorie storiche che documentino la nostra cultura. anzi nell’indifferenza delle istituzioni cittadine o con l’avvallo delle stesse gli uffici comunali ne combinano una più del diavolo. e magari scocciandosi del problema. appello alle associazioni cittadini affinchè diano voce alla CULTURA

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