Operato per un polipo intestinale, muore pochi giorni dopo per Covid: esposto della famiglia e la Procura di Trani dispone l’autopsia

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Giovanni Lucio Vaira, ha disposto l’esame autoptico sul corpo di un paziente tranese morto lo scorso 8 aprile presso il nosocomio di Barletta al’età di 67 anni. L’autopsia, svolta sabato scorso presso l’Istituto di medicina legale dell’Università di Bari, dai consulenti Antonio De Donno, Silvio Tafuri e Nicola D’Onghia, è la conseguenza di un esposto denuncia contro ignoti dei familiari dell’uomo, difesi dall’avvocato Antonio Florio.

Secondo la loro ricostruzione, il loro genitore fu operato ad Andria il 17 marzo, per la rimozione di un polipo intestinale, dopo avere condiviso la stanza di degenza ospedaliera con un altro paziente risultato positivo al covid e poi ricoverato a Bisceglie. Qualche giorno dopo l’intervento, e precisamente il 23 marzo, fu accertata la positività al covid anche del paziente cui era stato rimosso il polipo intestinale: veniva così trasferito al reparto di ortopedia covid dell’ospedale di Barletta, dove le sue condizioni sarebbero progressivamente peggiorate fino al decesso.

Nell’esposto i familiari chiedono alla Procura della Repubblica di accertare se sussistano profili di responsabilità in capo al personale medico e paramedico che hanno avuto in cura il loro genitore ed hanno nominato a loro volta, quali consulenti di parte, il professor Salvatore Santacroce ed il dottor Vito Borraccia. La relazione peritale dovrà essere depositata entro il prossimo 3 giugno.