Narratore di storie e «voce» di tanti: Trani e Negrogno, binomio sempre più saldo

«Un libro che dà voce a chi, come noi, non ha tempo per avere voce». Così Donato Iacobone, responsabile del servizio 118 per la Bat, partecipando alla presentazione, ieri pomeriggio in via Mario Pagano, de Il monatto, la nuova opera di Rino Negrogno edita da Durango.

È la sesta in cinque anni per l’autore, nonché la seconda consecutiva dedicata al tema della pandemia. Prima di essa c’era stata la raccolta di poesie Pandemos, questa volta si tratta di prosa attraverso storie raccontate in soggettiva da un infermiere professionale del 118 che, oltre che il suo lavoro, dimostra di sapere fare molto bene quello dello scrittore, narrando cose che tutti tocchiamo con mano ,ma in maniera mai banale e, anzi, con la capacità di emozionare.

Non è un caso che l’attore Michele Lattanzio abbia letto tre capitoli del libro in un silenzio che sapeva tanto di piena compartecipazione e immedesimazione nei temi trattati. E non appare neanche casuale il fatto che durante l’incontro, organizzato in collaborazione con la libreria Luna di sabbia e il Comune di Trani, nell’ambito del programma Trani t’incanta, siano intervenuti anche autorevoli rappresentanti della comunità: l’assessore alle attività produttive, Marina Nenna; il dirigente della media Baldassarre, Marco Galiano; il cappellano del carcere e responsabile della Caritas, don Raffaele Sarno. Ciascuno ha raccontato, dal proprio osservatorio, come il covid abbia cambiato e stia tutt’ora cambiando le rispettive comunità ben lungi dall’avere mollato la presa.

E che non sia finita s’è detto più volte durante l’incontro, con le raccomandazioni a non abbandonare la mascherina, a mantenere il distanziamento e comportamenti prudenti, ad avere cura della propria salute e rispetto per quella altrui.

Negrogno definisce peraltro il suo libro «incompiuto», perché termina ad aprile 2021 quando lui si contagia, dopo avere avuto per tanto tempo paura che accadesse. «Ma adesso – confessa – sto preparando qualcosa di nuovo e a breve ne avrete notizia».

Quanto al servizio 118, Iacobone ha fatto sapere che «la centrale operativa della Bat dovrebbe finalmente prendere forma a breve, subito dopo l’estate».

Ne avremmo fortemente bisogno per accorciare ulteriormente i tempi degli interventi e toccare meglio con mano la professionalità di persone che tante volte si sentono monatti, come suggerisce nel titolo di manzoniana memoria Negrogno, ma tante altre salvano la vita e meriterebbero maggiore gratitudine per ciò che fanno».