Morgan? Bisogna solo sintonizzarsi con lui: ritardo a parte, a Trani è stato vero spettacolo

Poco meno dei 40 minuti di ritardo di Selinunte, dove due sabati fa accadde il fattaccio. Morgan arriva a Trani, da Pescara, oltre le 21 ed inizia il concerto a Palazzo Beltrani alle 21.37. Niki Battaglia, rappresentante legale del concessionario del bene, era salito sul palco scusandosi a nome del’artista per il ritardo ed anticipando che in ogni caso lo spettacolo sarebbe durato due ore. Morgan sale sul palco e ricorda la sua presenza a Trani, con i Bluvertigo, di circa 30 anni fa: “Stupenda città, domani me la rivisito tutta”.

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Troppe emozioni, proprio dei Bluvertigo, apre il concerto e riscuote i primi applausi di un pubblico religiosamente silente e rispettoso. La Sicilia è lontana. In platea, fra gli altri, anche Gianni Ciardo.

Il senso delle cose, con l’ossessiva ripetizione della frase “ho perso”, inquadra il personaggio Morgan e l’artista alla ricerca di se stesso e consapevole dei suoi limiti, capace di fare autoironia persino sul suo essere mancino. Compresa la vista che afferma sia peggiorata.

L’epoca Bluvertigo prosegue con L’assenzio, per poi passare ad Altrove, il capolavoro di Morgan da solista alla cui esecuzione partecipa anche il pubblico cantando con forza. Sicilia, fatti da parte.

“Finora ho cantato solo canzoni mie, perché scriverle e cantare è quello che mi riesce meglio”. Morgan elude così le polemiche su intorno a lui e apre le cover della musica immortale con Life on Mars, di David Bowie.

Poi alza la testa, cerca le stelle nel cielo di Trani e passa a quelle della musica: “Coloro che sono attuali ancora oggi è perché la loro musica è immortale”. E cita Bach prima di interpretare Vedrai vedrai, di Luigi Tenco, riscuotendo applausi a scena aperta

Stupenda la cover di Victims, dei Culture club, “a dimostrazione del fatto che anche negli anni ’80 si è fatta grande musica che merita di essere tramandata”.

Apparente pezzo finale con Arrivederci, di Umberto Bindi: “Lui si presentò a Sanremo ’61 con un anello vistoso perché era omosessuale, e lo ammise. Ecco, lui ha realmente vissuto l’omofobia, senza mezzi termini”. Ed è il secondo riferimento alle polemiche di Selinunte.

Lo spettacolo si chiude alle 22.57, durando così 1 ora e 20 minuti senza intervallo ma con tanta narrazione. Il pubblico lo aspetta ancora ma Morgan sembra non tornare.

Qualcuno si dà per vinto e va via, altri restano seduti, ci credono e sono premiati. Alle 23.08 risale sul palco e chiude con un pezzo da lui scritto in omaggio a Franco Battiato e, soprattutto, con “L’era del cinghiale bianco”: è apoteosi di Marco ed il giusto premio per un publbico di Trani che l’ha saputo accettare e coccolare per quello che è, fra pregi e difetti, vizi e virtù, forza e debolezze.

(si ringrazia, per le foto in primo piano, Luciano Zitoli)

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2 Commenti

  1. Ma chi sei la nipote di Morgan? E poi questo evocare la Sicilia tutta come terra di maleducati é e trani invece no e verame te pietoso. Morgan non ha nessun rispetto per il pubblico e nemmeno per gli omosessuali a quanto pare.

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