«Manca una programmazione culturale»: le critiche di Gianni Di Leo, da giardino Telesio alla statua di Giovanni Bovio

Se la cura mirata dei parchi comunali del Giardino Telesio e di Villa Bini, sopratutto in quanto vincolati come “monumenti viventi” dalla sovrintendenza, costituirebbe un modo di divulgare e fare Cultura, allora non vi è dubbio che l’assenza di ogni iniziativa in merito da parte dell’egocentrica amministrazione comunale ne costituisce l’emblema del relativo fallimento.

Come si può inculcare il rispetto dei luoghi e tramandare la storia della città alle future generazioni, senza iniziative di valorizzazione e lasciando che le cose procedano per inerzia, per conto loro, senza programmazione in campo culturale? Mi risponderanno nuovamente che sulla cultura hanno deliberato in giunta comunale il mitico “atto di indirizzo”.

Ormai l'”atto di indirizzo” è diventato un classico di questa amministrazione comunale, un mezzo strategico utilizzato per comunicare che “Io farò” sui giornali. Ma quanto può durare ancora questa miriade di indirizzi? Se valessero qualcosa, ce ne vorrebbe uno anche per la cura dei “monumenti non viventi”.

Infatti, quando cammino in piazza della Repubblica, sento su di me lo sguardo burbero di Giovanni Bovio, che vorrebbe sapere quando partiranno i lavori di restauro della statua, annunciati nel lontano 2016. I meno giovani ricordano che, dopo il proclama di rito, fu pubblicato un avviso e 16 aziende presentarono una offerta tecnica ed economica. Dopo quasi un anno, nel 2017, (tempi tecnici) fu nominata la commissione giudicatrice per esaminare le proposte presentate. Da allora non si sa più nulla. Forse i componenti della commissione sono ancora al lavoro, forse hanno rinunciato.

Quello che è certo è che la statua di Giovanni Bovio, ad oggi, subisce ancora gli insulti del tempo e dei volatili, senza ottenere nè il restauro annunciato da cinque anni, e nè un taumaturgico “atto di indirizzo”. Se questa è Cultura……

Per concludere vorrei segnalare ai pubblici amministratori che il grifone in ferro battuto, posto sulla facciata del palazzo comunale, realizzato da artista-artigiano tranese circa cento anni fa, manifesta evidenti problemi di ossidazione. Almeno su questo, cercate di porre rimedio, prima che sia troppo tardi. Senza atto di indirizzo. 

Gianni Di Leo, consigliere comunale