Luca e Alba in una storia perfetta nella sua imperfezione: emozioni per il libro di Trapanese

Chi decide che qualcuno sia il modello perfetto? E chi si sente perfetto? Con una lunga riflessione sulle imperfezioni si è aperta la chiacchierata con Luca Trapanese, autore del libro “Le mie imperfezioni”. L’incontro, che si è svolto sabato 7 maggio, è il terzo di una lunga serie di eventi promossi dalla biblioteca G. Bovio di Trani in collaborazione con l’assessorato alle Culture, in occasione del Maggio dei libri. Hanno dialogato con l’autore Francesca Zitoli, assessora alle culture, e Stefania de Toma, giornalista.

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Luca, così lo chiamano gli spettatori, è un genitore single omosessuale che ha adottato una bambina con la sindrome di Down, Alba. Sembra difficile rimettere in ordine i pezzi di due vite che qualcuno può giudicare diverse, ma si può fare, si può essere felici davvero. Trapanese vuole superare le dicotomie felice-sano ed infelice-malato, e vuole farlo raccontando la sua storia.

È la storia di chi non dorme la notte per i pensieri, ma contemporaneamente è la storia di chi ha scelto ed è sempre più convinto di aver agito seguendo l’amore; lo dichiara con forza, “invece di essere i primi ed i migliori, voi dovete pensare ad essere felici”, perché la felicità è per tutti.

Trapanese cita degli studi scientifici per dimostrare che a volte per i diversamente abili basta una piccola cosa per mostrare grande gioia. Le loro aspettative sono minori, la felicità, certe volte, più intensa.

La storia di Luca Trapanese è fatta di cambi di direzione: le missioni umanitarie, il seminario, la consapevolezza della propria sessualità, poi Alba. Sono tutti gli incontri e le esperienze accumulate negli altri ad averlo fatto sentire pronto quando Alba è arrivata. Colpisce il profondo rispetto, la delicatezza con cui Trapanese parla della donna che ha lasciato Alba in ospedale, la stessa con cui condivide la storia di una donna che aveva scoperto di essere incinta di un bambino con la sindrome di Down, e che poi ha scelto di abortire. Non si sentivano pronte, soltanto questo. “Non sono un eroe, al massimo lo siamo tutti a modo nostro” dice Trapanese.

L’arrivo di Alba nella vita di Luca finisce sui giornali. È il primo genitore single ad ottenere l’affidamento di una bambina diversamente abile in Italia, tutti i media si interessano alla sua storia, iniziano a crescere anche i followers di Trapanese: “Ho deciso di raccontare la verità sui social perché può essere utile a me e agli altri” afferma con entusiasmo il papà di Alba.

Si avverte la commozione delle persone che proprio grazie ai social hanno seguito Alba da quando aveva pochi mesi, anche Luca Trapanese si commuove. Poi compare una biondina timida e timorosa, abbraccia il papà e si nasconde quando qualcuno le porta dei regali. “Alla fine Alba è una bambina come tutte le altre” così, tra lascrime e applausi soffocati per non spaventare la piccola, Trapanese saluta l’affettuoso pubblico di Trani.

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