«Tutela della salute», l’interessante conferenza della Unitre di Trani. Video

In ottica di invecchiamento attivo, la promozione dell’integrazione e la partecipazione degli anziani nella società in tutti gli ambiti, nessuno escluso, è molto importante, come è fondamentale che corrano in parallelo tutte le opportunità possibili, tra le quali le persone anziane possano scegliere liberamente in base alle proprie preferenze, e le tutele sanitarie di cui si è parlato nel corso di una interessante conferenza che si è tenuta in Biblioteca Comunale lo scorso 21 marzo, organizzata dalla Città di Trani in sinergia con l’Università della Terza Età. “La Tutela della Salute” questo il titolo dell’incontro declinato attraverso due distinte relazioni, la prima della Dott.ssa Teresa Paradiso, Dirigente Medico di Medicina Interna P.O. di Bisceglie: “La Buona Vita nella terza età: i cambiamenti sono una condanna da subire o una trasformazione?” e la seconda a cura della Dott.ssa Maria Antonietta Paccione, già Dirigente Medico di Rianimazione P.O. di Bisceglie: “Sì sì alla vita, di sì alla donazione di organi”.

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Il video servizio di Tonino Lacalamita

La strada maestra per tutelare la salute è senza dubbio la prevenzione, ad esempio esami della prostata per gli uomini, pap test per le donne o analisi cliniche ricorrenti, una attività continua che può essere attivata attraverso gli esami di routine non collegati a patologie che la persona abbia in atto, un aspetto questo afferente alla cura che, come ben sappiamo, è una vera e propria spina nel fianco degli italiani in genere, ma della terza età soprattutto, visti i tempi lunghi di attesa per le visite specialistiche. L’altro aspetto affrontato è stato quello della donazione degli organi: sfatato il mito che ci sia un limite di età, in tempi recenti proprio nella ASL Bat da una donna di ben 86 anni sono stati espiantati per donare vita, e sottolineata la necessità di una informazione capillare che favorisca questa pratica che la Chiesa stessa promuove:” È importante, quindi, promuovere una cultura della donazione che, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il vostro costante e apprezzato impegno, favorisca questa offerta di una parte del proprio corpo, senza rischio o conseguenze sproporzionate, nella donazione da vivente, e di tutti gli organi dopo la propria morte. Dalla nostra stessa morte e dal nostro dono possono sorgere vita e salute di altri, malati e sofferenti, contribuendo a rafforzare una cultura dell’aiuto, del dono, della speranza e della vita. Di fronte alle minacce contro la vita, cui dobbiamo purtroppo assistere quasi quotidianamente, come nel caso dell’aborto e dell’eutanasia – per menzionare soltanto l’inizio e la fine della vita –, la società ha bisogno di questi gesti concreti di solidarietà e di amore generoso, per far capire che la vita è una cosa sacra” [Papa Francesco, Udienza all’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (AIDO), 13.04.2019]

Dott.sse Teresa Paradiso e Maria Antonietta Paccione
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