La Diocesi di Trani aiuta chi ha perso un lavoro: «Abbiamo bisogno di una Chiesa povera che comprenda i poveri». I criteri di erogazione del fondo

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Si è discusso ieri, nel Palazzo arcivescovile di Trani, dei fondi che la Cei ha destinato alle diocesi d’Italia. Il fondo erogato è stato chiamato “Talità kum”, come recita un passo del Vangelo di Marco reso in italiano con “Fanciulla, io ti dico alzati”, proprio a sottolineare, con incisività, il bisogno di rialzarsi a seguito di un momento difficile dettato dall’emergenza Covid: esso è pari a 200 milioni di euro ripartiti per diocesi.

La cifra destinata alla nostra diocesi è stata così ripartita: 310 mila euro sono destinati alla soluzione delle difficoltà causate dalla pandemia; 200 mila euro alla Caritas cittadina (si pensi alle mense e ai dormitori); altri 200 mila costituiranno un fondo creato per le famiglie che hanno perso il lavoro.

L’arcivescovo, Mons. Leonardo D’Ascenzo, ha tenuto a precisare che «questa cifra è attinta dall’8×1000, dunque frutto del contributo di tutti che, successivamente, torna a vantaggio di tutti e, in questo caso, delle persone in difficoltà».

Nell’incontro si è sottolineato quanto i fondi dell’8×1000 siano ben spesi e, dunque, di quanto si tenga in diocesi  affinché questo fondo “straordinario” diventi stabile e dunque prescinda dalle difficoltà causate dall’emergenza Covid e dalla precarietà del lavoro, fattore al quale, comunque, la Chiesa non deve essere indifferente.

L’economo diocesano, Leonardo Bassi, ha poi illustrato la parte più tecnica del progetto: «Il fondo sarà distribuito secondo criteri istituti. Manderemo una lettera ai parroci invitandoli a effettuare un discernimento così da indicare le situazioni più gravi. Ogni parroco, poi, manderà una lettera di accompagnamento e certificazione Isee e chiederà all’interessato di compilare un modello. Le domande dovranno pervenire entro il 31 ottobre, così che la commissione le valuti e possa erogare tramite iban le cifre così stanziate: i soggetti singoli avranno diritto a 250 euro; le coppie 350 euro; i nuclei  familiari 700 euro».

Durante l’incontro si è anche parlato del Progetto Policoro, «un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia».

Infine, dopo una breve considerazione sull’anniversario della morte di don Pino Puglisi e sull’assassinio, avvenuto ieri, di don Roberto Malgesini, entrambi “preti dalla parte degli ultimi”, l’Arcivescovo D’Ascenzo ha rivolto un monito a tutti i presenti: «Abbiamo bisogno di una Chiesa povera che riesca a comprendere i poveri».

A corredo di queste informazioni, il video tratto dal blog Trani religiosa, di Nicola Caputo.

Antonella Russo

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