Josè Dali: Trani nel cuore

"È inizio e fine dell’arte il contenuto interno dell’oggetto trattato", scriveva Goethe. Dietro ogni epoca d’arte esiste sempre un pensiero che col tempo e nel tempo esprime diverse variazioni e produce ancora arte. Un grande esempio d’arte contemporanea, ricca di una forte valenza simbolica e suggestioni visionarie ci è stato fornito dal pittore, incisore, orafo, scultore, poeta Josè Van Roy Dalì, figlio del famosissimo Salvador Felipe Jacinto Dalì, ospite qui a Trani dove ha esposto i suoi quadri allo Sporting Club. La mostra, organizzata in favore dell’Odo-Ant di Trani e intitolata "L’evento d’arte per il 2000", ha unito l’utile con il dilettevole ed omaggiato soprattutto gli appassionati d’arte moderna. Josè Van Roy Dalì è divenuto celebre, oltre che in Spagna, negli Stati Uniti, in Australia e anche in Italia (Roma), dove trascorre parte della sua vita ed espone sempre con grande successo. Molte delle sue creazioni artistiche, elegantemente in vista in una sala del circolo tranese, che ha fatto da adeguata cornice grazie allo splendido scenario naturale, hanno rivelato la bellezza ed il fascino tipici del surrealismo. Attraverso i quadri di Josè Dalì è possibile perdersi in una contemplazione altamente interpretativa quasi inesauribile e mistica. Egli attinge da un’altra dimensione andando al di là con tanta naturalezza, si lascia orientare dai sogni ai quali lascia molto spazio, e con il libero gioco d’idee fantasiose crea e ricrea dando vita alle sue opere metamorfiche, nella quali sembra seguire tutti i dettami del surrealismo, liberando la coscienza umana, oltrepassando le apparenze per approdare dove la realtà è profonda e surreale, indagando nel mondo dell’inconscio. Sono molti i mezzi espressivi che Dalì utilizza con ricercatezza per dare corpo a ciò che vive nel subconscio: misteriosi esseri; gatti e gabbiani al cui interno si espande un paesaggio; alberi che diventano umani, o che danzano nel vuoto, volti senza volto che rappresentano il mutamento. Si può pensare che il talento di Dalì sia atavico, ma che le sue doti artistiche siano reali lo si può verificare attraverso il suo continuo cammino nell’arte: uno spazio nel mondo dell’arte che lui spera non essere mai oscurato dalla grande ombra del padre, nella felice consapevolezza che eventuali "eclissi" sarebbero comunque momentanee.

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