Il processo Di Ronzo non è chiuso: il Comune di Molfetta appella la sentenza di Trani

Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ha decretato di impugnare dinanzi alla Corte di Appello di Bari la sentenza emanata dal Tribunale civile di Trani, che ha condannato in solido il Comune di Molfetta e la Monopoli calcio 1966 al pagamento, a titolo di risarcimento del danno, di 283.000 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria, in favore di Alessandro Di Ronzo.

Com’è noto, il pronunciamento del giudice civile si riferisce ai fatti del dopo partita Molfetta-Trani del 2 maggio 2010, a seguito dei quali una spranga di ferro fu scagliata verso la porzione di gradinata occupata dai tifosi del Trani e colpì in pieno volto Di Ronzo causandogli traumi, il più grave dei quali fu lo scoppio del bulbo oculare con conseguente perdita della vista dell’occhio sinistro.

Il sindaco di Molfetta ha ritenuto che vi siano i presupposti per impugnare la sentenza e ha così decretato di affidare all’avvocato Lamberto Piccininni, del Foro di Trani, l’incarico di difendere l’ente nel giudizio così come già avvenuto durante il procedimento di primo grado.

Allo stato non è dato conoscere le determinazioni del Monopoli, mentre si può intuire il rammarico di Di Ronzo, che sarà nuovamente difeso dagli avvocati Luigi Barbera Sergio Strippoli, che sperava che la sentenza del Tribunale civile di Trani avesse finalmente chiuso la vicenda dopo undici anni e mezzo di sofferenze. Questo il commento di Alessandro: “Anche se prevedibile come azione, quella dell’appello, in cuor mio speravo che la sentenza non venisse impugnata soprattutto per chiudere questa ferita che mi porto dentro da 11 lunghi anni. Ora con questo appello, metaforicamente parlando, è stato messo del sale sulla “ferita”. Sono amareggiato, questa è la verità”.

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