Il concerto di Nicola Frisardi

Capita di rado dalle nostre parti che una banca si faccia promotrice d’iniziative di alto spessore culturale. In una città come la nostra con più di una dozzina di banche sparse sul territorio ma, ironia della sorte, con una economia che langue, solo la Banca Popolare Andriese si è mossa meritevolmente in tal senso organizzando la domenica del 19 dicembre un bel recital pianistico tenuto nel Duomo di Trani, di quelli come non si sentivano da decenni. Il pianista ospite era Nicola Frisardi, musicista nativo di Andria ma cittadino austriaco d’adozione da diversi anni e docente nella prestigiosa Hochschule fur Musik "Mozarteum" in Salisburgo. In una Cattedrale stracolma di pubblico egli ha presentato un programma di assoluto fascino e di inequivocabile intelligenza intitolato "Preludiando al Natale – preludi di autori vari a tema natalizio": nella prima parte tre preludi di Bach tratti dal primo volume del Clavicembalo ben temperato; di Chopin selezione di sei preludi op. 28; di Rachmaninoff tre preludi tratti dalle opere 23 e 32. Seguivano nella seconda parte tre preludi di Skriabin, tre preludi di Debussy e, infine, tre preludi di Gershwin.Frisardi è un pianista "tonkustler!", di alta levatura artistica, attivo sulla scena concertistica da decenni, stimato e noto più all’estero che in patria (come sempre accade per i nostri migliori ingegni) e con all’attivo diversi prestigiosi concorsi vinti e un buon numero di incisioni discografiche. Egli si accosta alle musiche che esegue con una tale ricchezza di intuizioni da rendere estremamente difficile, se non impossibile, elencarle in un breve articolo come vuol esserlo il presente.Quando su delle interpretazioni non si riesce a dire qualcosa di particolare, o le esecuzioni non dicono nulla o, al contrario, dicono molto: in quelle del pianista pugliese si presenta il secondo caso. Tenteremo di evidenziare alcune particolarità fondamentali della sua maniera di intendere il pianoforte. La più evidente è il controllo del suono, che si adegua sempre nella sfera delle utilità caratteristiche secondo il tipo di musica eseguita; una tecnica esecutiva accattivante e coinvolgente, col dominio assoluto della tastiera: due esempi, ma potrebbero essere molti: il passo in sestine di ottave spezzate del preludio "Ce qu’a vu le vent d’Ouest" di Debussy o ancora i tratti scalari ascendenti e gli inquieti arpeggi del Preludio op. 28 n. 24 di Chopin. Altre particolarità, poi, sono il nitore nella forza del suono (una potenza che non ha nulla di sforzato, ma che libera il suono del pianoforte nell’alveo naturale della sua pienezza sonora), e l’uso del pedale: non ci si accorge mai che sia di troppo eccetto nei tre preludi bachiani introduttivi, forse indice di una precisa scelta interpretativa. Nel caso dei preludi di Rachmaninoff Frisardi adotta una pedalizzazione tesa a mettere in rilievo i molti passi cantabili di ciascun brano; prendiamo come esempio la parte mediana del preludio op. 23 n. 5 in sol minore: la bella melodia accordale della seconda sezione che si staglia su ampie figurazioni arpeggiate della mano sinistra – subito dopo il robusto ritmo di marcia (la forma del pezzo è quella tripartita ABA più breve coda) – spinge sovente pianisti dalla mano veloce e dall’intelligenza musicale in coma a darne un’interpretazione stucchevole e sdolcinata; Frisardi invece mantiene sempre il discorso in un tono severo ma intimo e pone nel giusto rilievo la figurazione melodica secondaria in controcanto la quale, in pianisti incompetenti, è spesso offuscata dal fluttuare degli arpeggi e da una pedalizzazione eccessiva. Possiamo continuare ma ci fermiamo qui.Gran successo di pubblico e grandi ovazioni al Frisardi, il quale ha elargito un simpatico bis (la versione originale di "Stille Nacht heilige Nacht" di Franz Xaver Gruber musicista attivo a Salisburgo al tempo di Mozart e di lui amico) destinato a completare un recital impagabile. Egregio direttore della Banca Popolare Andriese, a quando un’altra stimolante iniziativa culturale del genere?

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