I nuovi "muri del pianto"

Da un lato è fenomeno relativamente recente, dall’altro possiamo già definirlo come un "problema di sempre". Nel nostro caso dobbiamo parlare di vero e proprio "allarme antigraffiti", con l’obiettivo di far fronte ad un fenomeno divenuto quasi distruttivo. I cosiddetti "murales" o "graffiti" provenienti dagli Usa, dove spesso simboleggiavano il senso di appartenenza culturale ed etnico, la ribellione razziale nonchè difesa dei principi, appaiono ovunque e sono sempre più in espansione.Attualmente in America rientrano nella categoria dei reati minori, ma sono comunque severamente puniti. Il problema, dalle nostre parti, si pone sulla base di scritte indecorose provocatoriamente riprodotte sulle mura di edifici talvolta eleganti o nuovi, sulle serrande di negozi, sui monumenti, sulle carrozze dei treni, che deturpano l’immagine di quei manufatti privandoli spesso della bellezza originaria.Anche Trani risente di questa piaga, senza che peraltro l’Amministrazione se ne sia mai concretamente preoccupata. Eppure i Sindaci di molti altri Comuni hanno messo in atto delle strategie risolutive, con le quali si auspica di porre fine a questa illimitata forma di vandalismo. Esse prevedono il supporto di provvedimenti legali non solo mediante ulteriori misure di sorveglianza, ma attraverso l’applicazione di sanzioni più severe, quali multe onerose che si aggirano intorno ai 2/3 milioni di lire in relazione all’entità del danno. Del resto i graffiti vengono realizzati con l’utilizzo di spray, pennarelli e vernici, e la rimozione di essi richiede complicate opere di manutenzione dalla spesa considerevole: dalle 200 alle 700 mila lire al metro quadro.Ci sarebbero altre soluzioni ottimali. Il Sindaco di Milano Albertini, per esempio, ha recentemente suggerito alcune proposte: il potenziale controllo delle formule chimiche degli spray, che li renderebbe facilmente asportabili; una forte campagna di sensibilizzazione da proporre negli istituti scolastici e in altre sedi, con l’intento di porre in risalto l’importanza dell’immagine della nostra Italia e del valoroso patrimonio artistico; infine, per non colpire tutti indiscriminatamente, individuazione di spazi appositamente designati per dar sfogo alla fantasia artistica dei graffitari.Spazi del genere a Trani già ci sono: in via Giovanni Falcone, lungo il muro ferroviario, appaiono adagiati in un’ordinata sequenza graffiti dalle linee multicolori, immagini, nomi, "opere astratte" messaggi impressi indelebilmente ai quali è facile attribuire un merito ornamentale, un senso creativo, in uno spazio privo di vedute panoramiche.Ma ci sono graffiti irriverenti anche sulle facciate delle chiese, sulle mura dei palazzi del centro e su altri luoghi non opportuni: in questi casi le scritte tendono inesorabilmente a privare Trani dall’immagine che meriterebbe. Nell’attesa che da un lato il Governo dia l’avvio a leggi che tutelino i monumenti, e dall’altro il Comune emani provvedimenti specifici, affidiamoci alla coesione di un senso civile e civico invitando i cittadini al rispetto e valorizzazione delle bellezze della nostra Città.

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