I lunghi capelli dei surfer

Se pensi al surf pensi subito a coste lontane, alla Gold Coast australiana, alle Hawaii o a Tamarindo in Costa Rica. Da diverso tempo però sulle nostre coste si sono affacciati i surfer. Ci sono punti sulle coste pugliesi dove si può, si riesce a surfare. Anche nella mia città sono sbucati come funghi. Belli, aitanti e magri, ma soprattutto biondi e con tanti, tanti capelli lunghi. Molto lunghi.

pubblicità

Io vorrei fare il surfer, ma non ho i capelli. Li vedo, tutti insieme, a qualsiasi ora del giorno, quando la app del meteo dei surfer (hanno una app che indica loro quando le onde sono adatte a fare le foto per Instagram) comunica che possono saltare il lavoro o lo studio senza avvisare nessuno perché l’onda è quella giusta. Passo ogni giorno dal punto del lungomare dove mi hanno spiegato che si creano le onde migliori del litorale, e li trovi li, in quel punto, a scorgere l’orizzonte per capire se quel giorno si può surfare o no. Come nel film Point Break, ma con la muta di Decathlon.

Prima erano pochi, soli, sporadici, si buttavano in mare e venivano presi in giro da quelli alla moda che fanno padel, o parkour, o quelle discipline come workout, total body, etc. che cambiano nome ogni anno pur essendo sempre e solo la vecchia ginnastica; quelle che si fanno esclusivamente alle sei del mattino. Alle nove, alle sei del pomeriggio, alla sera nessun turno, solo alle sei del mattino. Ho fatto una sola lezione di GaG pensando fosse una gara di battute, mi hanno sbattuto fuori dopo dieci minuti. Prima erano pochi, i surfisti, poi le città slow, vivere il mare e la natura, la ricerca della foto sui social che non sia il solito piatto di ricci con la scritta “il vaccino per il covid in Puglia”, hanno fatto si che il surf diventasse uno sport seguitissimo.

E’ palese che la mia sia frustrazione. Vorrei provarci, surfare con loro, ogni volta che li guardo rallento il passo, vorrei avvicinarmi a loro con nonchalance, fermarmi dicendo, che ne so, “Ehi raga, come vi butta?” sperando di entrare in sintonia con il linguaggio giovanile e tipico del surfista. Ma poi li vedo tutti insieme, con i denti bianchissimi, sorridere parlando dell’ultimo flirt con una ragazza simile ad Elodie con il vestito rosso di Versace a Sanremo, scuotere un po’ il capo con i capelli bagnati che si asciugano al vento, tutti insieme, tutti biondi e pieni di capelli, e mi immagino li con loro, con la muta da surf che più che un surfista sembro un pescatore di frodo che va a datteri. Inizio Sup, meglio il Sup, anche perché li non servono i capelli lunghi.

pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.