Giornata contro la violenza sulle donne, la riflessione del professor Filippo Ungaro

Una tragedia dai cupi e turpi risvolti fu quella di tre sorelle (Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, vittime di efferata violenza, perpetrata ai loro danni dal sanguinario dittatore della Repubblica Dominicana dei Caraibi, Rafael Leonidas Trujillo.

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Correva il 25 novembre 1960, quando Patria,Minerva e Maria Teresa, note con l’appellativo di “Las mariposas” (“Le farfalle”) vennero bastonate ferocemente e, rinchiuse in un’auto, fatte precipitare in una rupe scoscesa, onde simulare un incidente automobilistico, su ordine del dittatore Trujillo, che non tollerava l’operato delle giovani e coraggiose donne, contrarie fermamente all’autoritarismo di quel regime dominicano, che disconosceva il valori della democrazia e della libertà.

Il “25 novembre” si può considerare, pertanto, una tappa fondamentale nel contesto della cruenta storia del “pianeta donna”, oppresso, “omni tempore locoque”, da secolari violenze (femminicidi, istigazioni al suicidio, annientamento fisico-psicologico, stupri e quant’altro possa ledere l’identità del mondo femminile).

In conseguenza del gravissimo episodio occorso a “Le farfalle”, l’Assemblea delle Nazioni Unite, Organo con sede in New York, deliberò, in data 17 dicembre 1999 con Risoluzione n° 54/134, di designare il “25 novembre” come “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”.

Si volle, così, sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su una problematica di estrema attualità nei nostri bui tempi, durante i quali nella sola Penisola si annoverano ben 82 donne soppresse in ambito familiare, nel corso del 2022, che ancor non volge al termine…

Tra gli ultimi e dolorosi accadimenti, ricordiamo, ad esempio, quelli di Alice Neri (rinvenuta carbonizzata nella sua auto a Concordia sulla Secchia (Modena) e di Saman Abbas, giovanissima pakistana, strangolata dallo zio Danish, per ordine dello spietato e crudele padre Shamman, e, poi, sepolta nei pressi di una casolare abbandonato nelle campagne di Novellara (Modena). Unica colpa di Saman, per così dire, l’avere rifiutato un matrimonio “combinato”.

Sia, pertanto, il “25 novembre” occasione proficua per una rinnovata e consapevole riflessione sulla bieca violenza commessa contro le donne, nonché per una decisa e ferma condanna di chiunque ritenga legittimo il vessare, “omni scelere”, la dignità, oltraggiata ed offesa, dell’Universo femminile!

Filippo Ungaro

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