Giangualano: «Simone, candidato sbagliato»

Dai 900 voti scarsi di quattro anni fa agli oltre 1300 di questa tornata elettorale. Il buon progresso registrato, tuttavia, oggi come allora, non serve ad essere in maggioranza. Il Ccd, in quest’occasione con un consigliere comunale, l’assessore uscente Domenico Triminì, si prepara a svolgere insieme con gli alleati del Polo per le Libertà, il ruolo vigile di controllo sugli atti che spetta all’opposizione. Al buon risultato della lista, dunque, fa da pesante contrappeso l’insuccesso della coalizione, nel quale il Ccd, dopo An e Forza Italia, si presentava (e s’è confermata) come terza forza a sostegno del candidato sindaco Gino Simone. Come commentare il dato delle urne? Ci abbiamo provato con il dottor Francesco Giangualano, segretario politico della "vela". Ha vinto il centrosinistra o ha perso il centrodestra? Non si possono attribuire virtù e difetti in maniera netta. Da parte nostra sicuramente si sono commessi degli errori, mentre il centrosinistra ha avuto la capacità di coagularsi immediatamente intorno alla persona di Carlo Avantario. Quali, allora, i vostri principali errori? Aver voluto dare a tutti i costi una continuità al candidato sindaco. Si doveva cercare una soluzione di discontinuità, che tagliasse con l’Amministrazione uscente. Così abbiamo prestato il fianco a chi identificava Gino Simone come capro espiatorio di tutta una situazione che l’opinione pubblica non ha condiviso: il cambiamento di tanti assessori, la rissosità ed altri problemi che alla fine hanno pesato. Quindi sarebbe stato più opportuno presentare un altro candidato che rappresentasse una ventata di cambiamento all’interno del Polo… Dire adesso che avevamo ragione può sembrare presuntuoso, ma noi del Ccd e gli amici del Cdl eravamo molto fermi sulla posizione di individuare un altro candidato, possibilmente dell’area di centro, che potesse meglio attrarre i consensi dell’elettorato e dare un taglio con l’Amministrazione uscente. Da più parti si è ventilato un presunto scarso impegno di alcune liste a sostegno di Simone. Il Ccd sente di aver dato il massimo? Il nostro motto è "coerenza e lealtà". Noi abbiamo sposato all’inizio una candidatura, quella del dottor Nicola di Gravina, che ritenevamo potesse essere vincente, se non proprio al primo turno. Purtroppo non si è avuta da parte di Forza Italia la stessa determinazione nel portarla avanti, mentre An aveva la propria. Però, una volta verificata l’impossibilità di concretizzare questa candidatura, dal momento in cui si è ufficializzata quella di Gino Simone noi abbiamo lavorato con la massima determinazione per la causa di Simone, ed il primo a darci atto del nostro impegno sarà lo stesso Simone. La gente, in ogni caso, è sembrata interpretare soprattutto lo spirito del bipolarismo. Indubbiamente il cittadino non vota più per valori ideali, ma per una volontà di cambiamento e, aggiungerei, per quello che generalmente si riesce a promettere, e qui entrano in gioco fattori di carattere clientelare che mi porterebbero a parlare di mercificazione della politica. Che tipo di opposizione svolgerete? Mimmo Triminì ha sempre fornito prova, prima di diventare assessore, di saper fare un’opposizione seria e critica, non becera. Non per questo il sindaco Tamborrino lo volle poi con sè. Chi ci conosce sa che abbiamo un bagaglio di professionalità e capacità che metteremo al servizio di un’opposizione molto decisa e determinata, in costruzione alla Città di Trani. Certamente Avantario non parte bene, visto il ritardo con il quale presenta la giunta rispetto all’impegno che aveva preso pubblicamente proprio sulla vostra emittente. Anche il caso Germinario denota qualche difficoltà: nelle rose c’erano anche le spine…

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